tagli volontari di stipendio per idol, kors, sandra choi e donatella versace

Capri Holdings: congedo temporaneo per 7mila addetti alle vendite

John D. Idol, chairman e ceo di Capri Holdings (nella foto), il gruppo che controlla Versace, Jimmy Choo e Michael Kors, si trova a prendere decisioni difficili e impopolari, per contrastare gli effetti della pandemia sul business e farsi trovare preparato alla ripresa.

Ad esempio, per quanto riguarda i negozi a gestione diretta in Nord America ed Europa, ha stabilito che resteranno chiusi fino al primo giugno (le riaperture saranno possibili solo quando ci saranno le condizioni di sicurezza per farlo) e che quasi 7mila addetti alle vendite in Nord America, che finora hanno percepito stipendio e benefit nonostante la chiusura dei negozi dal 18 marzo, saranno messi in congedo temporaneo, con efficacia dall'11 aprile. L'azienda continuerà comunque a pagare parte dei benefit. Inoltre, per i dipendenti di Usa e Canada è possibile la richiesta di sussidi di disoccupazione o l’adesione ad altri programmi governativi di sostegno. In Europa è stato chiesto l'intervento di sussidi, dove previsti a livello nazionale.

Nei piani di Idol c'è anche una ristrutturazione dello staff corporate e per l'esercizio fiscale 2021, il board si dimezza i compensi annuali. Lo stesso Idol, ma anche Michael Kors (chief creative officer di Michael Kors), Donatella Versace (direttore creativo di Versace) e Sandra Choi (chief creative di Jimmy Choo) hanno volontariamente deciso di rinunciare al loro stipendio per il fiscal year. C'è inoltre all'esame l'eventualità di ridurre le buste paga - di circa il 20% - a vari livelli dell'organigramma.

Sul fronte operativo, la holding quotata a New York sta riducendo gli acquisti di scorte, tenendo conto della chiusura dei negozi in Nord America ed Emea e del calo della domanda atteso nella seconda metà dell'esercizio. Con i partner sta trattando l'estensione dei pagamenti, per mantenere una certa flessibilità finanziaria e vuole ridurre le spese in conto capitale, eliminando le non essenziali (incluse quelle per il marketing) o cancellando opening e la fornitura di servizi di terzi. Sospesi inoltre i piani di acquisto di azioni proprie.

«Sono tempi davvero sfidanti per il nostro business - afferma John D. Idol -. Stiamo lavorando diligentemente, per affrontare questa situazione senza precedenti, prendendo misure di protezione per i nostri impiegati e mantenendo flessibile la nostra posizione finanziaria».

«Nessuna di queste decisioni è presa con leggerezza – puntualizza il manager - specie quelle nei confronti dei nostri dipendenti, che sono il cuore e l'anima della nostra realtà. Crediamo che queste azioni siano necessarie per superare la portata di questa crisi finanziaria. Continuiamo ad avere fiducia nella forza dei nostri tre fashion luxury brand e nella resilienza della nostra azienda».

«Abbiamo numeri di bilancio forti - prosegue - e continueremo a intraprendere azioni disciplinate per preservare la cassa e la liquidità. Date le nostre attuali proiezioni sull'impatto futuro del Covid-19, siamo ottimisti sulla ripresa di Capri Holdings e riteniamo di avere risorse finanziarie per risultare una strong company».

Nei dati al primo aprile 2020, la società ha in cassa circa 900 milioni di dollari e può attingere ad altri 300 milioni, grazie alle linee di credito revolving.

In apertura di seduta a New York le azioni della holding registrano un +27% e passano di mano sopra i 13 dollari per azione, ma i primi di gennaio viaggiavano intorno ai 37 dollari.

e.f.
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