A MILANO

Galleria: a rischio l'ingresso di Versace

Intralci per l'arrivo della maison della Medusa nel "salotto" del capoluogo lombardo: pare che il Comune non abbia intenzione di dare il via libera al subentro negli spazi oggi in concessione alla gioielleria Bernasconi.

 

Palazzo Marino si è preso dieci giorni di riflessione, ma esiste la concreta possibilità che i contenuti della lettera che Versace riceverà a breve a proposito della richiesta di subentro non saranno positivi. Lo si legge sul Corriere della Sera, che riporta le parole dell'assessore Franco D'Alfonso: "Abbiamo molti dubbi - afferma - anche perché Bernasconi ha rinnovato da poco la sua concessione e oltretutto a tariffe scontate, data la storicità del marchio".

 

Ricordiamo che la casa di moda era disposta a spendere 600mila euro di affitto annuale, contro i 302mila attuali, pagando all'argenteria 15 milioni di euro per l'acquisto del ramo di azienda. Una transazione che, come già era accaduto nel caso di Armani (che aveva versato al cravattificio Zadi oltre 7 milioni di euro per entrare al suo posto in un'altra location strategica della Galleria), ha suscitato polemiche.

 

"Si parla di 15 milioni che un privato dà a un altro privato - ha tuonato il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo - connessi evidentemente al fatto che il negozio si trova in Galleria, e non al normale avviamento dell'attività, e la Galleria è dei milanesi". "Data la cifra, evidentemente si tratta di un buon affare. Allora perché non stabiliamo - ha chiesto - che la quota del Comune sia proporzionale agli incassi percepiti?".

 

La giunta Pisapia sarebbe pronta, in base a queste considerazioni, a mettere a gara pubblica le vetrine rimaste libere, ponendo il veto a scambi commerciali di concessioni tra privati.

 

Sempre il quotidiano milanese riporta il fatto che da dopodomani un locale-simbolo della Galleria, Il Camparino, resterà aperto fino a dopo il tramonto, inizialmente solo il giovedì e il sabato, ma con la prospettiva di estendere la formula agli altri giorni. Il primo passo di una svolta al vaglio del Comune, sintetizzata in quattro punti di una delibera-quadro: opening di locali e altre attività prolungati almeno fino alle 22, esibizioni musicali in determinate fasce orarie, iniziative per i giovani e un rafforzamento dei controlli notturni, garantiti dagli straordinari dei vigili urbani (foto tratta dal Portale del turismo della città di Milano).

 

 

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