A MILANO UNICA

Il Gruppo Albini investe 10 milioni nella produzione e cambia volto ad Albiate 1830

Dopo aver investito 5 milioni di euro nel 2016 per il rinnovamento dei macchinari, il Gruppo Albini stanzia la stessa cifra nel 2017 per migliorare le strutture produttive. Altre risorse saranno destinate alla ricerca, al marketing, alla comunicazione e ai sistemi formativi.

 

Archiviato il 2016 con 147,2 milioni di ricavi (per il 70% realizzati all’estero), dai 148,5 milioni del 2015, il produttore di tessuti per camiceria chiude il primo semestre 2017 in lieve crescita. Aumenti a due cifre negli Stati Uniti, dove sono stati ampliati gli uffici di New York e il business è stato esteso ad Albini Donna e alla divisione filati.

 

In quest’ultimo segmento (riconducibile a I Cotoni di Albini) il gruppo ha registrato una performance a cifra doppia, per effetto della riorganizzazione pianificata nel 2016.

 

Il Gruppo Albini, che in questi giorni espone a Milano Unica, controlla cinque marchi: Albini 1876, Albini Donna, Thomas Mason, David & Jhon Anderson e Albiate 1830.

 

Questa linea, in particolare, ha di recente rinnovato il volto del marchio e con un nuovo logo minimalista e il claim “Italian textile explorers” vuole esprimere i concetti di tradizione manifattuiriera e tendenze emergenti.

 

Albiate 1830 spazia nei tessuti leggeri, che vanno dai 70 g/m² a un peso massimo di 250 g/m², e si candida a un total look casual (guardando oltre il mondo della camiceria), sia al maschile che al femminile.

 

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