A Milano

L'affitto in Galleria scade nel 2018, ma per Prada niente gara: dal Comune sì al rinnovo automatico

Niente gara, ma rinnovo automatico per Prada in Galleria Vittorio Emanuele. Il contratto di affitto dello storico negozio della griffe scade nel dicembre 2018, ma l'assessore al Bilancio del Comune di Milano, Roberto Tasca, rassicura la griffe che potrà evitare la roulette del bando pubblico in quanto è «un marchio milanese» e contribuisce a creare «l’identità storica del Salotto».

 

In effetti il successo di Prada è partito proprio dalla galleria Vittorio Emanuele II, dove nel 1913 Marioe Martino Prada aprirono il primo negozio di borse e accessori da viaggio di lusso. Un trattamento di "favore" era quindi auspicabile. In realtà, non si sa ancora se alla fine Palazzo Marino opterà un rinnovo automatico del contratto o un diritto di prelazione per la griffe di alta moda, né se sarà aggiornato (e di quanto) il canone d'affitto.

 

Il trattamento riservato alla maison oggi guidata da Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, ha suscitato non poche polemiche, specie tra alcuni degli attuali inquilini del Salotto dei milanesi i cui contratti sono in scadenza, ma che si sono visti negare il rinnovo automatico.

 

Infine c' è un altro caso che fa discutere sotto la grande cupola dell'edificio, quello della Libreria Feltrinelli. Dopo la recente decisione del Tar che ha bocciato la richiesta della libreria di avere un rinnovo automatico della locazione in Galleria, il Comune ha confermato di voler procedere con una gara, ma il bando sarà limitato alle librerie.

 

Alla gara non potranno dunque prendere parte i marchi di moda, sempre molto interessati a mettere le mani sugli spazi che si affacciano in Galleria. La casa editrice, quindi, non corre un serio rischio di perdere lo spazio che occupa da diversi anni, anche perché i principali competitor (Rizzoli e Mondadori) hanno già i loro flagship nelle vicinanze.

 

 

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