A Milano

Trenta affitti in scadenza in Galleria, rischio asta anche per Prada

Nel prossimo triennio potrebbe rivoluzionarsi la mappa delle vetrine in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Sono quasi una trentina i contratti in scadenza tra il 2018 e il 2020. Nei corridoi di Palazzo Marino si vocifera che molte aziende stiano cercando di informarsi sugli spazi che andranno a breve all'asta.

 

Nel 2018, secondo quanto risulta a fashionmagazine.it, saranno pochi i negozi in scadenza: oltre alla gioielleria Grimoldi (per il cui spazio è già partita un asta) ci sono anche il negozio di souvenir Algani, il cravattificio Zadi, Cadè e la Sartoria Rossi.

 

Ma il vero giro di vite potrebbe arrivare il 2019/2020, quando scadranno una ventina di contratti tra Galleria e i portici di piazza Duomo. Avendo il Comune cancellato la norma del rinnovo automatico e il diritto di prelazione per gli affittuari, tra gli spazi che teoricamente andranno all'asta ci sarà anche quello dei Fratelli Prada, aperto nel 1913.

 

Ma il gruppo del lusso non dovrebbe correre alcun rischio di vedersi scippare all'asta il primo negozio della sua storia ultracentenaria: il sindaco Sala in occasione delle ultime scadenze ha fatto eccezione per il Camparino, riconoscendogli il diritto di rimanere come bottega storica. Probabilmente anche Prada potrà contare su un trattamento analogo.

 

Tra gli spazi più appetibili c'è quello di Stefanel all'ingresso ella Galleria per chi arriva da piazza Duomo: la scadenza è fissata al 2019.

 

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