A PITTI UOMO

La joint venture tra Lardini e lo stilista Gabriele Pasini

Lardini presenta a Pitti la collezione nata dalla joint venture con lo stilista Gabriele Pasini: una linea di cultura sartoriale di scuola napoletana e gusto “anglopartenopeo”. Andrea Lardini ne parla a fashionmagazine.it.

 

Come nasce l’incontro con Gabriele Pasini?

Avevo sentito parlare di lui e ho scoperto il suo stile affascinante. Quindi ho approfondito, visitando il suo negozio di Modena: mi ha convinto la sua cultura sartoriale di scuola napoletana e di gusto “anglopartenopeo” e ho voluto conoscerlo di persona. Ho scoperto una persona affabile e competente, che è piaciuta anche ai miei fratelli: il passo successivo è stato la joint venture.

 

Come mai avete optato per una joint venture?

In un momento difficile come quello che stiamo vivendo l’innovazione è importante e un imprenditore deve fare delle scommesse: quindi ho preferito una collaborazione diversa da quella che abbiamo con altri stilisti (la Lardini produce il menswear di molte importanti griffe italiane, ndr), che coinvolgesse maggiormente l’azienda.

 

Come presentate la collezione?

In Fortezza da Basso, con una sorta di “scatola” all’interno del nostro stand Lardini: come un gioiellino. Noi crediamo molto in Pitti Immagine Uomo, un salone che garantisce all’azienda una notevole visibilità presso i buyer stranieri: c’è un grande sforzo da parte degli organizzatori per portare sempre più operatori a Firenze, anche dai nuovi mercati.

 

Quali sono invece gli sviluppi per il marchio Lardini?

Pur continuando a puntare sulla massima specializzazione, che è la nostra forza, stiamo ampliando la proposta a 360 gradi, accessori compresi, per dialogare con quei Paesi - vedi Cina e quelli del Medio Oriente - che hanno bisogno di un discorso di total look per corner e shop in shop. Intanto stiamo cercando un negozio a Milano, sempre nell’ottica di una vetrina per il mercato internazionale. L’obiettivo è crescere all’estero: attualmente il 60% del  nostro fatturato (53 milioni di euro) proviene da oltrefrontiera, in primis Giappone, Corea, Russia ed Europa e puntiamo a svilupparci nelle aree emergenti.

                   

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