A PITTI UOMO

La nuova Bagutta by Angelo Figus si presenta in Fortezza

C’è grande entusiasmo in Cit per il progetto di restyling che dall’autunno-inverno 2013/2014 vede Angelo Figus direttore creativo di Bagutta non solo dello stile, ma dell’immagine del brand a 360°. Ne parliamo con Antonio Gavazzeni (che guida Cit con il cugino Andrea) e Figus.

 

Come si articolerano le collezioni

A.G. La prima stagione maschile è esposta qui a Pitti Uomo, mentre la parte al femminile verrà presentata in showroom durante Milano Moda Donna. In entrambi i casi lo shirtwear, che resta il “core” della proposta, sarà integrato dalle nuove capsule abbigliamento - realizzata in laboratori 100% made in Italy e pensata in primis con l’obiettivo di creare un total look per i punti vendita monomarca e per i mercati esteri - e dalla nascente brand extension di cravatte, papillon, pochette, sciarpe, scialli e foulard prodotta da Mantero, dove l’idea di base è utilizzare stoffe da camiceria per esprimere, anche a livello di accessori, il new deal del brand.

 

La parola allo stilista: quali sono le linee guida di questo new deal?

Angelo Figus Abbiamo ripensato l’offerta a livello di struttura, a partire dal packaging e dalle etichette per dare un messaggio chiaro alla distribuzione. La label, un quadrato con bollo in mezzo, cambia colore a seconda delle quattro letture stilistiche della camicia e del relativo total look, sempre composto di pezzi pensati per valorizzare il capo icona di Bagutta, che resta il focus di tutto il progetto. Ho sempre amato questa protagonista del guardaroba, ma lavorandoci su ne ho apprezzato ancora di più, e quindi esaltato, l’estrema versatilità: la metti per i momenti più solenni ma anche sopra i jeans o in spiaggia.

 

Quali sono queste quattro letture e le relative etichette?

A.F. “Opera”, un bollo nero su label bianca, è la parte romantica, lussuosa, ricercata nei dettagli e nelle lavorazioni, che nella donna diviene proposta da cocktail molto sofisticata. “Design”, cerchio bianco su fondo nero, è la sezione più fashion, anche denim, legata ai trend e a un look giovane e urbano ma sempre caratterizzato da una qualità elevata per rispettare il dna del marchio. Poi c’è “Dynamic” con il bollo blu: qui l’ispirazione è casual, con i check, i tinti in capo e i tessuti lavati, declinata questa stagione nei colori dei paesaggi invernali. Infine “Classico”, con cerchio grigio: sono i pezzi storici di Bagutta, i fit che gli affezionati del brand tornano sempre a comprare, rinnovati nei materiali.

 

La proposta femminile avrà lo stesso tipo di suddivisione?

A.F. Sì, perché la separazione tra le due collezioni non è netta. Vogliamo svincolarci da questa visione anacronistica, anche in termini di tempistica: non corrisponde più né alle esigenze di mercato, né alla struttura della proposta Bagutta per come la stiamo ripensando.

Cosa intende esattamente?

A.F. Voglio dire che il progetto è pensato in una logica in cui la parte maschile e quella femminili dialogano tra loro e si rafforzano a vicenda. Così a Firenze si vedrà un po’ di donna e a Milano creeremo un allestimento visual molto forte - la location lo permette -, che completerà la visione del progetto anche sul côté uomo: ma già a gennaio il cambiamento sarà molto chiaro.

 

Oltre alla collezione, come si svilupperà il restyling?

A.F. Coinvolgerà l’advertising, a partire dall’immagine per la prossima primavera-estate: già proiettata nel nuovo corso del marchi, più che una campagna è un’operazione culturale, quasi un “oggetto di comunicazione”, che vede come testimonial i primi ballerini della Scala Petra Conti ed Eris Nezha (nella foto). Il rinnovamento si estenderà anche al sito, che rinnoveremo a breve, sia per raccontare la nuova Bagutta, sia nell’ottica del lancio dell’e-commerce. Inoltre investirà l’allestimento della showroom - un bellissimo spazio di 500 metri quadri in via Tortona, che deve diventare una location attiva tutto l’anno, pure oltre i periodi canonici della moda, grazie a eventi in sintonia con il brand - e i negozi, il cui concept verrà completamente ripensato per offrire al cliente un’esperienza intima e personale, con la vetrina come una sorta di “tubo catodico” che introduce in questa dimensione.

 

stats