A PITTI UOMO

Lubiam: prossima tappa, il resto del mondo

"I nostri dati 2012 sono ancora una volta positivi, con un buon andamento in Italia ed esiti sorprendenti all’estero. Si tratta di un consolidamento dei risultati eccezionali del 2011, che aveva segnato il centenario del marchio, ma anche un +20% di fatturato”: parole di Giovanni Bianchi, a.d. e responsabile dell’ufficio stile della Lubiam.

 

L'azienda mantovana si presenta all’appuntamento con Pitti Uomo (dove espone le novità delle linee Luigi Bianchi, LBM1911 e Fly, all'insegna della massima ricerca sui materiali) con una notevole voglia di fare e snocciola numeri invidiabili: ha infatti archiviato il 2012 con 44 milioni di euro di giro d’affari e per l’anno appena iniziato stima una crescita delle vendite del 10%.

 

"Ci piace pensare che questo successo sia legato all’aver agito secondo i nostri valori - commenta Giovanni Bianchi - ossia la passione per l’artigianalità, il made in Italy e la ricerca dell’eccellenza. La Lubiam ha saputo reinventare i prodotti, senza dimenticare la sua storia".

 

Tra i mercati, quello interno resta in prima linea, "ma dovremo assolutamente puntare sull’internazionalizzazione: se oggi il fatturato è suddiviso tra 65% Italia e 35% estero, per il nuovo anno contiamo di portare le percentuali a un 60%-40%". Usa e Gran Bretagna sono in pole position, "ma quest’anno abbiamo conosciuto uno sviluppo notevole in Germania, Scandinavia e Svizzera. Va a gonfie vele anche il Giappone", precisa l'imprenditore.

 

La Lubiam è un'azienda al 100% familiare: mai pensato alla Borsa? "Siamo arrivati alla quarta generazione - risponde Giovanni Bianchi - e stiamo lavorando davvero bene e in armonia. Squadra che vince non si cambia...Per il momento abbiamo intenzione di mantenere questo assetto".

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