A Parigi

Kering non venderà Puma nel breve e va alle vie legali con Slimane

Kering non intende vendere la controllata Puma nel breve termine: il ceo del gruppo francese François-Henri Pinault ha smentito le voci che di tanto in tanto lo danno per prossimo alla cessione del marchio dello sportswear. Intanto si prospettano noie legali con Hedi Slimane (nella foto) per Ysl.

 

Pinault ha rilasciato la dichiarazione che mette a tacere le ipotesi di cessione di Puma, quanto meno non entro il 2018, al Financial Times. Tra l'altro, il brand tedesco sta ricominciando a correre, grazie anche a nuove iniziative come la linea firmata da Rihanna. In più i tempi non sembrano propizi per la vendita: Kering aveva rilevato la maggioranza di Puma nel 2007 al prezzo di 330 euro per azione. Oggi invece le azioni del felino viaggiano sotto i 206 euro alla Borsa di Francoforte.

 

Il gruppo del lusso oggi è sotto i riflettori anche per il business del lusso e in particolare per la controllata Saint Laurent. L’ex direttore creativo della maison Hedi Slimane avrebbe fatto causa al gruppo del lusso francese. Pare infatti che il designer voglia il ripristino del patto di non concorrenza, che Kering ha annullato arbitrariamente lo scorso aprile, quando Slimane ha deciso di lasciare la direzione creativa della griffe.

 

La clausola può essere introdotta di comune accordo fra datore e prestatore di lavoro e limita la facoltà del lavoratore di svolgere attività professionali in concorrenza con l’azienda, una volta terminato il rapporto di lavoro.

 

Il gruppo di Pinault avrebbe annullato la clausola alla fine del contratto, nell’aprile 2016, per permettere allo stilista di lavorare liberamente con qualsiasi brand. Slimane, sul cui avvenire non ci sono ancora notizie certe (si parla del lancio di un propio marchio), vorrebbe invece che la clausola fosse nuovamente applicata al contratto. Fatto che gli permetterebbe di ricevere i compensi (di solito sostanziosi) legati al vincolo.

 

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