A Piazza Affari

Ferragamo perde quota in Borsa: la fase di transizione continuerà anche nel 2018

Titolo Ferragamo in calo a Piazza Affari. Il cda del gruppo del lusso, riunitosi ieri (14 dicembre) a Firenze, fa sapere che non può confermare le stime di crescita attese per la fine dell'anno. Perplessità fra gli analisti.

 

Come si legge in una nota, l'azienda ha preso atto «di un prolungamento all'esercizio 2018 della fase di transizione che ha caratterizzato il 2017 e dei relativi riflessi sulle ambizioni di medio periodo, enunciate nella comunicazione al mercato del 3 febbraio 2017», che ritiene di non poter confermare «in quanto più difficilmente perseguibili».

 

Dopo il -8% di inizio seduta, nel pomeriggio il titolo resta tra i peggiori della Borsa di Milano. Poco dopo le 16 le azioni registrano un calo del 6,5%, passando di mano poco sopra i 21 euro. L'indice Ftse Mib è invece in ribasso dello 0,5%.

 

Ai primi di febbraio, all’Investor Day organizzato a Firenze, erano state presentate le linee di intervento del nuovo management guidato da Eraldo Poletto.

 

La strategia si concentrava su quattro driver principali di crescita: potenziare la forza del brand;  favorire innovazione  e creatività del prodotto; rafforzare la customer experience; sviluppare specifiche competenze  retail.

 

In quell'occasione la maison aveva dichiarato di puntare su un «miglioramento significativo in termini di crescita del fatturato e delle vendite al metro quadro dei negozi, della profittabilità e uno stretto controllo in termini di opex (costi operativi) e capex (spese in conto capitale».

 

La notizia di oggi sta portando gli analisti a rivedere i loro giudizi sul Ferragamo. In base a quanto riporta Reuters Banca Akros ha cambiato l'"accumulate" in "neutral" abbassando il target price. Gli analisti credono nella forza del brand ma pensano che sia necessario «un lavoro efficace per recuperare credibilità».

 

Secondo gli esperti di Bernstein il tono negativo della nota può spaventare gli investitori, che possono interpretarla come se il cda avesse poca fiducia nel management e/o si aspettasse ulteriori ritardi nel rilancio del brand. «Questa - spiegano - è una società con un enorme potenziale di miglioramento e se l‘attuale management non riesce a realizzare il rilancio del brand, la probabilità che sia venduta a un operatore in grado di farla svoltare cresce significativamente».

 

«La società - commentano da Exane Bnp Paribas - ha fatto capire che il rilancio potrebbe richiedere alcuni anni. Se fallisse, la famiglia potrebbe essere forzata a pensare a una cessione, benché l‘opzione sia stata più volte smentita».

 

«Un 2018 di transizione come il 2017 - ipotizzano da Kepler Cheuvreux - ben che vada significa che non ci sarà una ripresa degli utili». Nell'idea di Mediobanca Securities gli investimenti in IT e marketing potrebbero prospettare una pressione sui margini.

 

«Mentre il mercato continua a cercare nuove storie di turnaround nell‘universo del lusso - dicono gli analisti di Berembreg - un altro ritardo nelle ambizioni strategiche di Ferragamo conferma la polarizzazione degli attuali trend di mercato. Questo provocherà delusione e sposterà l‘attenzione su altre storie di rilancio come Burberry, Prada e Tod‘s».

 

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