A ROMA

Il multistore Zita Fabiani riapre dopo il restyling di Marco Costanzi

Zita Fabiani inizia un altro capitolo della sua storia. Nato come boutique nel 1963, oggi il multigriffe guidato da Gianni Colasanti (nella foto con Pierfrancesco Favino), seconda generazione della famiglia, si presenta al pubblico con spazi ampliati e rinnovati, frutto del restyling dell’architetto Marco Costanzi.

 

Nel giorno del re-opening Colasanti (accompagnato dalla mamma 90enne, fondatrice dell’attività) è orgoglioso di svelare l’imponente lavoro di remise en forme degli spazi di via Ugo Ojetti, nel quartiere Talenti, un’area periferica rispetto al salotto buono dei luxury brand del centro storico.

 

«Qui sono le nostre radici - spiega a fashionmagazine.it -. Lavoriamo in questa zona da oltre 50 anni, abbiamo una clientela che ci segue da sempre. E poi un ambiente di queste dimensioni sarebbe stato difficile da replicare in una posizione più centrale».

 

Quattro piani, 2.500 metri quadri totali di superficie (di cui 600 dedicati al womenswear, progettati da Costanzi), oltre 300 marchi di abbigliamento e accessori uomo e donna: in un momento in cui la crisi non ha ancora allentato la sua morsa, Colasanti ha deciso di investire, conquistando un’altra tappa nel suo percorso di upgrading.

 

«Ci siamo evoluti negli anni - racconta - affiancando a big brand come Burberry, Brunello Cucinelli, Etro e Salvatore Ferragamo nomi avantgarde quali Rick Owens, Maison Margiela e Dries Van Noten, fino a designer che si sono imposti più recentemente all’attenzione del pubblico, come Fausto Puglisi e Uma Wang».

 

«Oggi - continua - il nostro assortimento spazia dalla donna, che rappresenta il 65% del business, all’uomo, con la prospettiva di continuare a crescere, contando su uno store concept d’impatto».

 

Il “make up” del multistore è stato veloce (dallo scorso giugno a metà novembre) ma efficace, grazie alla mano dell’architetto imolese Marco Costanzi, un nome noto agli addetti ai lavori da quando per Fendi ha fatto rinascere il Colosseo Quadrato, monumento simbolo dell’Eur, diventato il quartier generale della griffe.

 

«Il nostro primo obiettivo è stata la funzionalità, per rendere praticabile un edificio che si sviluppa su quattro livelli», chiarisce l’architetto, mostrando la scala sospesa nel vuoto, che ridisegna i collegamenti verticali.

 

«Solo in un secondo momento - prosegue - abbiamo pensato all’estetica, frutto di un lavoro incredibile sui materiali, portato avanti con il fine di creare una palette contemporanea, che potesse abbinarsi al lusso dei prodotti esposti».

 

Marmo, ottone, cuoio e tessuto dialogano in maniera armoniosa, fil rouge di quattro piani accomunati anche da elementi espositivi in ottone e cristallo per gli accessori, teche per gioielli, installazioni Led e tecnologie interattive.

 

Ampio e luminoso l’ingresso, risultato di un lungo lavoro sugli esterni che ha portato al rifacimento della pavimentazione in porfido e a una nuova illuminazione pubblica. Contemporaneo e sofisticato il design degli arredi, con tappeti realizzati a mano e sontuose sedute di velluto create ad hoc.

 

«Una grande operazione - sintetizza Gianni Colasanti - che apre nuovi orizzonti di sviluppo e consente di rafforzare il rapporto con la clientela estera, che attualmente contribuisce al business per il 40%, grazie anche all’e-commerce».

 

Attivo da cinque anni, l’e-store Zita Fabiani è attualmente in fase di ristrutturazione in partnership con FiloBlu, con l’obiettivo di ottimizzarlo nel customer service e renderlo ancora più sinergico con le vendite offline: «Per il momento vale il 20-30% del nostro giro d’affari - informa Colasanti - ma non c’è dubbio: questo canale è il futuro».

 

Parterre d’eccezione per il taglio del nastro dello spazio, con ospiti come Favino, Fausto Puglisi, Fabio Troiano, Rocio Muñoz Morales e Rossella Brescia, per citarne alcuni, special guest anche alla cena per oltre 120 ospiti a Palazzo Colonna.

 

 

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