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Braccialini: aumento di capitale di 10 milioni di euro per rimettersi in pista

L'assemblea degli azionisti di Braccialini, storica azienda fiorentina di pelletteria, ha deliberato di affidare al consiglio di amministrazione (presieduto da Renzo Maragotto e senza membri della famiglia fondatrice) un aumento di capitale di 10 milioni di euro.

 

L'aumento di capitale è necessario per fronteggiare le difficoltà finanziarie dell'azienda, in mano al fondo di private equity Sici col 33% e ai fondi Hat, Nem e alla famiglia Braccialini col 22% ciascuno.

 

Braccialini ha chiuso il 2015 con un fatturato di poco superiore a 50 milioni di euro e una perdita che si aggira sui 15 milioni di euro e potrebbe aumentare ancora (il bilancio non è ancora stato approvato) per effetto delle svalutazioni.

 

I 170 dipendenti hanno scioperato ieri, 4 maggio, con una manifestazione di fronte alla sede di Scandicci. Dallo scorso gennaio sono in cassa integrazione a rotazione.

 

Durante il presidio tre lavoratrici hanno fabbricato in diretta una borsa ed è stato esposto uno striscione con la scritta: «Noi ci mettiamo la borsa, voi il portafoglio!».

 

Il messaggio all’assemblea degli azionisti era chiaro: i lavoratori della Braccialini posseggono le competenze e le abilità artigianali per fabbricare borse d’eccellenza, spetta ai soci metterli in condizioni di produrre, ricapitalizzando e rilanciando l’azienda. (nella foto, un modello Simone Barsi for Braccialini)

 

 

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