ACQUISIZIONI

Gucci: offerta da 13 milioni di euro per rilevare Richard Ginori

 

Richard Ginori 1735 potrebbe essere salvata da Gucci: la griffe ha depositato nei giorni scorsi, tramite una sua società controllata, un’offerta irrevocabile, pari a 13 milioni di euro, per l’acquisto dell'azienda toscana specializzata nella produzione di oggetti in porcellana, dichiarata fallita a gennaio.

 

In un comunicato, la casa di moda ribadisce la propria strategia di valorizzazione dell'eccellenza del made in Italy sui mercati internazionali, nella quale si inserisce la decisione di rilevare una realtà famosa e apprezzata in tutto il mondo.

 

L'obiettivo di Gucci è mettere a punto "un progetto industriale e strategico di lungo periodo, in modo da  tutelare e rilanciare un marchio storico di Firenze, quale è Richard Ginori, sinonimo da sempre di qualità e artigianalità".

 

Già nel breve-medio termine, la maison nell'orbita del Gruppo Ppr/Kering si impegnerebbe a rimettere in moto la produzione di articoli di lusso per il settore tableware, in vista di ulteriori investimenti in innovazione e ricerca. Un punto fermo è il mantenimento, nei limiti del possibile, delle risorse umane: su circa 300 dipendenti, ne verrebbero riassunti 230.

 

Come riporta il Corriere Fiorentino, l'asta per la Richard Ginori era andata deserta il 19 marzo, mentre la busta di Gucci è stata recapitata il 26 alla cancelleria fallimentare del tribunale del capoluogo toscano, il giorno dopo che il sindaco Renzi, in una trasmissione radiofonica, aveva espresso la speranza che qualcuno salvasse la manifattura, che nel tempo ha costruito un ruolo di icona dell'eccellenza italiana grazie anche alla collaborazione con grandi nomi quali Gio Ponti negli anni Trenta, Giovanni Gariboldi nei Cinquanta, Castiglioni, Mari, Rossi e Mangiarotti nei Novanta, e ancora Giugiaro, Folon, Missoni (nella foto), Paola Navone e altri. "Sono molto ottimista - aveva detto il primo cittadino - sul fatto che,  pur nella difficoltà del momento, si possa incoraggiare e sostenere lo sforzo di qualche imprenditore significativo che abbia voglia di puntare su un marchio storico e straordinario".

 

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