Accordi commerciali

Nike: «Con il Tpp 10mila posti di lavoro in America entro 10 anni»

In vista del possibile via libera all'accordo Trans Pacific Partnership (Tpp), per un mercato unico tra 12 Paesi del Pacifico (Australia e Nuova Zelanda, Corea del Sud e Giappone), Nike profila 10mila nuovi posti di lavoro in America nei prossimi 10 anni.

 

La notizia arriva dopo le critiche mosse al colosso dello sportswear da diverse associazioni non profit circa lo sfruttamento dei lavoratori e la delocalizzazione, che ha portato alla scomparsa di migliaia di posti negli Usa. I detrattori del Tpp (i repubblicani, come pure i liberal del partito democratico) stimano che l'accordo incrementerà ancora di più la delocalizzazione in Asia.

 

Nike indica tra i benefici un calo dei prezzi dei prodotti finiti e un aumento degli investimenti in America. A oggi il 90% dei dipendenti del gruppo di Beaverton (Oregon) si trova in Asia, principalmente in Vietnam, uno dei 12 Paesi coinvolti nei negoziati per il Tpp.

 

«Nike è l'essenza di questo Paese: se hai una buona idea hai la possibilità di farla crescere. Questa è la promessa americana e dobbiamo mantenerla viva», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nei giorni scorsi in visita nella sede di Nike, proprio per promuovere il Tpp. Obama, come riporta l'agenzia Askanews, ha aggiunto che per mantenerla viva occorre capire in che modo il mondo sta cambiando. «Vedo negli intelligenti accordi commerciali una parte vitale per l'economia della classe media, non una contraddizione con essa», ha proseguito il presidente Usa, più volte criticato per volere firmare l'accordo di libero scambio.

 

Obama ha incontrato i vertici di Nike ma anche centinaia di piccoli produttori dell'Oregon. «Questo accordo ci rafforzerà al di là del Pacifico - ha ribadito -. Aprirà nuovi mercati a vantaggio degli Stati Uniti. Permetterà ai produttori di pinot grigio dell'Oregon di venderlo in Giappone».

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