Acquisizioni

Gucci: i piani per Richard Ginori e il dissenso sul caso Guess

Impiego di 230 lavoratori e investimenti tra 10 e 15 milioni di euro: sono tra i progetti di Gucci per il rilancio di Richard Ginori, trovata in condizioni di "particolare degrado". La griffe delle due G annuncia inoltre di voler ricorrere in appello per la vicenda Guess.

 

Dopo essersi aggiudicata la gara per l'acquisto di Richard Ginori, a fine aprile - e in seguito all’incontro di ieri presso Confindustria Firenze, alla presenza di tutte le sigle sindacali - la maison fa sapere che il nuovo corso dell'azienda, rinomata per le porcellane di alta gamma ma dichiarata fallita in gennaio, passa per il mantenimento dell'intera produzione in Italia, con la valorizzazione delle competenze.

 

La condizione di particolare degrado in cui versa la manifattura toscana impone di "riconsiderare completamente l'organizzazione delle attività", spiegano da Gucci, ipotizzando investimenti tra i 10 e i 15 milioni di euro, al netto di quelli immobiliari, oltre ai 13 milioni di euro destinati all'acquisto dell'azienda. La somma servirà per una riqualificazione della struttura produttiva, la ricerca e lo sviluppo, il riposizionamento del marchio e il sostegno delle professionalità delle risorse umane. Un progetto che potrà concretizzarsi dopo il closing dell'operazione, auspicato entro il 22 maggio.

 

Dai rilanci ai contenziosi: ieri in serata la Guccio Gucci Spa ha espresso in una nota il suo disaccordo nei confronti della recente decisone del Tribunale di Milano, che ha escluso l'ipotesi di contraffazione, da parte di Guess, in una causa intentata contro la società americana. In particolare, Gucci ritiene non corretto l'aver respinto "le domande relative all'imitazione servile dei prodotti del marchio e la conseguente concorrenza sleale". Intende perciò impugnare in appello la sentenza, considerata parzialmente pericolosa per la tutela del made in Italy, "dopo aver raccolto una serie di importanti e rilevanti prove, tra le quali un elevato numero di affermazioni da parte di consumatori e blogger, che sono state ignorate". Tra l'altro, un analogo giudizio promosso negli Usa ha portato alla condanna di Guess da parte della Corte Distrettuale di New York, al pagamento di un risarcimento di 4,6 milioni di dollari.

 

stats