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L Catterton fa shopping in Scandinavia e si aggiudica la maggioranza di Ganni

Il brand contemporary danese Ganni rilancia sull'estero con L Catterton. Il fondo legato al gruppo Lvmh ha rilevato una quota del 51% dell'etichetta amatissima da influencer e giornalisti, che punta a varcare i confini della Scandinavia, affermandosi in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.

 

Fondato nel 2000 da Frans Truelsen, Ganni è passato nel 2009 sotto il controllo di Nicolaj Reffstrup, l'attuale ceo, e di sua moglie Ditte, creative director del'etichetta. A quel tempo Ganni era prevalentemente un marchio di capi in cashmere che fatturava circa 1 milioni di euro l'anno.

 

Nel corso delle stagioni i Reffstrup hanno trasformato la collezione in una proposta contemporary a prezzi accessibili, carratterizzata da un riuscito mix di stili, trend e colori. Una realtà che chiuderà il 2017 con un giro di affari di 45 milioni di dollari e che punta a raddoppiare questa cifra nel 2018.

 

I capi vanno in vendita a partire dai 50 dollari di una T-shirt fino ai 2mila dell'outerwear, con collezioni molto ricche in cui rientrano abiti, maglieria, scarpe e lingerie.

 

Strategici per lo sviluppo di Ganni sono stati i social network, in primis Instagram dove la sua base di modelle e it girl ha un reach notevole e molto significativo.

 

Come riporta Bof, nsieme a L Catterton, fondo che ha investito in label come Gentle Monster, Dondup, Gant, Smcp e Giuseppe Zanotti, la scommessa è crescere oltreconfine. In primis negli Stati Uniti, che in questo momento rappresentano una priorità perché, come ha spiegato Reffstrup, si tratta di un mercato in sintonia con la label.

 

L'obiettivo è continuare ad aprire negozi monomarca a un ritmo moderato di cinque o sei location l'anno. A oggi il marchio, che ha in Scandinavia 21 dei suoi punti vendita, ha una presenza retail in 20 Paesi ma la sua forza a livello social e di e-commerce costituiscono un potenziale enorme.

 

Sul fronte wholesale, che copre i due terzi del giro di affari, Ganni è venduto in 400 door e annovera partner come Net-à-porter, Browns, Selfridges e canali indipendenti come Uzwei ad Amburgo, Elise Walker a Los Angeles, Boutique 1 a Dubai. In questo momento è in corso un lavoro di razionalizzazione del network, che porterà a eliminare quelli non più vicini al marchio.

 

L'obiettivo è bilanciare il wholesale con il retail e, soprattutto, aprirsi a una dimensione più internazionale, senza per questo tradire le radici scandinave. Non a caso gli headquarters della label rimarranno a Copenhagen. L'apertura di uffici locali in tutto il mondo consentirà una presenza mirata sui mercati.

 

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