Acquisizioni

Lvmh: nell'affaire Hermès c'è stata premeditazione

L'ingresso nel capitale di Hermès sarebbe stato accuratamente preparato negli anni dalla concorrente Lvmh. È quanto emergerebbe dal rapporto relativo all'inchiesta avviata sull'operazione dall'Amf (la Consob francese).

 

Lo ha riferito sabato il quotidiano francese Le Monde. Appena il mese scorso, in occasione dell'assemblea generale di Lvmh, il patron Bernard Arnault aveva affermato che si era trattato di un'operazione finanziaria e che non aveva previsto di diventare azionista di Hermès. Tesi cui l'Amf, che sta svolgendo un'inchiesta di più di due anni, pare non sia disposta a credere, come emerge dalle pagine di Le Monde.

 

Il colosso del lusso di Arnault, lo ricordiamo, nel 2010 ha annunciato a sorpresa di essere diventato proprietario, attraverso strumenti finanziari derivati come gli equity swap, del 14% del capitale della griffe di rue du Faubourg Saint-Honoré. La quota oggi è salita al 22,6%, ma la presunta scalata ostile sarebbe iniziata tra il 2001 e il 2002, con l'acquisto del 4,9% della griffe attraverso due filiali lussemburghesi, cui sarebbe seguito un ulteriore trasferimento in un altro paradiso fiscale, a Panama: nei bilanci dell'epoca non vi sarebbe nessun riferimento alla partecipazione. Dalla documentazione dell'Amf risulterebbe inoltre che nel 2006 Lvmh aveva avviato degli studi approfonditi con Rothschild&Compagnie su precisi scenari di presa di controllo di Hermès.

 

In un comunicato trasmesso attraverso Reuters, Lvmh ha dichiarato di contestare vigorosamente le conclusioni del report. L'Amf si riunirà il 31 maggio per sentire la sua difesa e decidere per eventuali sanzioni.

 

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