Acquisizioni

Scaglia cede La Perla a Sapinda

Non è Fosun, come era stato dato per scontato, ma Sapinda Holding il nuovo proprietario di La Perla: il gruppo globale di investimenti ha rilevato il 100% delle azioni di La Perla Global Management Limited, controllante di La Perla Group.

 

Nato nel 1954 su iniziativa di Ada Masotti con un focus sulla corsetteria femminile e cresciuto come fashion brand di più ampio respiro, La Perla può contare su 150 monomarca nel mondo e su flagship nelle principali metropoli internazionali. L'organico è composto da 1.500 persone, mentre il quartier generale si trova a Londra.

 

A cederlo è stato l'imprenditore Silvio Scaglia, che lo aveva acquisito nel 2013 versando 69 milioni durante un'asta fallimentare con la holding di famiglia Pacific Global Management (Pgm) e che ora dichiara: «La Perla ha raggiunto in questi anni una vera presenza globale, affermandosi come brand del lusso di successo, in grado di rappresentare le molteplici sfaccettature della femminilità».

 

«Siamo soddisfatti che Sapinda abbia rilevato La Perla - aggiunge - in quanto darà continuità alla nostra visione strategica. Ho avuto modo di conoscere questa realtà e di collaborare con il suo ceo Lars Windhorst molti anni fa e sono sicuro che il nuovo investitore ha le risorse necessarie per sviluppare ulteriormente il business nella direzione e visione intraprese a oggi, ossia per rafforzare la sua leadership internazionale, mantenendo la produzione in Europa».

 

Lars Windhorst sottolinea il valore iconico del marchio, «uno dei principali attori nel mondo del lusso. Silvio Scaglia e il suo team hanno svolto un eccellente lavoro, in un settore che continua a dimostrare un enorme potenziale di sviluppo».

 

«Siamo pronti a investire ulteriormente - conclude - e a migliorare la posizione finanziaria aziendale, andando avanti nella strategia di crescita intrapresa finora. Del resto, da tempo stavamo cercando una valida opportunità in ambito luxury e, dopo aver analizzato una serie di opzioni negli ultimi mesi, possiamo dirci soddisfatti di aver raggiunto un'intesa per acquisire questa eccellenza del made in Italy».

 

Era da un anno che si moltiplicavano le speculazioni su La Perla. A inizio 2017 il pretendente più accreditato sembrava essere Sandro Veronesi: per lui si sarebbe trattato di un ritorno di fiamma, dato che già nel 2013 il patron di Intimissimi e Calzedonia era stato battuto sul filo di lana dal fondatore di Fastweb nella corsa alla casa di moda bolognese. Pareva che anche l'indiana Lakshmi Mittal si fosse fatta avanti.

 

Ma nell'agosto scorso Scaglia aveva messo a tacere qualunque indiscrezione. «Ho investito 350 milioni per il rilancio - aveva affermato - quindi perché vendere? L'azienda perde ancora diverse decine di milioni per gli importanti investimenti, ma ha grandi possibilità davanti a sé». Allora si parlava di un giro d'affari intorno ai 140 milioni di euro.

 

A dicembre Scaglia era tornato sui suoi passi, ammettendo di aver avviato trattative in esclusiva con Fosun, in questi giorni al centro dell'attenzione mediatica per essersi accaparrato la maison francese Lanvin.

 

Ora il colpo di scena, con La Perla che affronta una nuova fase entrando nell'orbita di Sapinda, gruppo d'investimento globale di proprietà privata con filiali a Londra, Berlino e Amsterdam, creato nel 2009 da un ristretto team di imprenditori e famiglie dotate di un elevato patrimonio, con interessi in Europa continentale, Asia, Medio Oriente e Africa.

 

 

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