Analisi

È la Cina l'area dove il lusso chiude più negozi

Secondo i ricercatori di Bernstein, la Cina è il territorio interessato dal maggior numero di chiusure di boutique da parte di marchi del lusso. Sintomo di una sopravvalutazione del target di riferimento e di una non approfondita conoscenza del mercato.

 

Come riporta jingdaily.com, gli analisti di Bernstein hanno contato 62 chiusure nel periodo fra luglio 2016 e luglio 2017: il valore maggiore, esaminando i mercati più significativi per i beni di alta gamma.

 

L'analisi tiene conto complessivamente di 7mila punti vendita, relativi a 36 marchi tra i quali Saint Laurent, Céline e Burberry. In particolare, il gruppo britannico, insieme a Dunhill, è quello che nel periodo osservato ha abbassato più saracinesche nella Repubblica Popolare.

 

I marchi stanno attuando un processo di revisione delle loro strategie, dopo l'eccessiva esposizione degli ultimi anni, indotta da una sovrastima della capacità di spesa dei cinesi affluent. Una situazione analoga sta interessando il Medio Oriente.

 

La razionalizzazione è in realtà ad ampio spettro: è la prima volta che Bernstein nota un trend negativo nelle aperture nette del lusso a livello globale. Sull'inversione di tendenza pesa l'uscita dai department store: un canale che di regola incide per un terzo sulle vendite dei luxury brand.

 

Secondo Bain&Company, la Cina mantiene comunque il proprio potenziale. Tuttavia, come del resto si evince da jingdaily.com, va compresa meglio.

 

Per esempio, il cinese preferisce comprare l'alta gamma offline nelle città "first tier" come Pechino, Shanghai e Shenzhen ma, rispetto alle abitudini occidentali, ha anche un enorme interesse per l'e-commerce, che siano portali come quelli di Alibaba e JD.com oppure webstore monomarca, vedi Louis Vuitton e Gucci.

 

Bernstein prospetta una competizione nel luxury retail su scala globale, in cui stanno entrando anche marchi emergenti che stanno guadagnando velocemente terreno in riconoscibilità e credibilità.

 

Avrà un vantaggio competitivo chi troverà un equilibrio geografico e avrà un approccio omnicanale (nella foto i flagship store Ermenegildo Zegna e Louis Vuitton a Shanghai, Lippo Plaza).

 

 

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