Analisi

In tre anni più della metà delle griffe ha cambiato ceo (o stilista). Record in Usa

Negli ultimi tre anni il mondo della moda è stato un continuo via vai di poltrone tra amministratori delegati e direttori creativi. Uno studio di Value Search prova a tradurre in un numero questo turnover: il 52% delle aziende del settore ha cambiato ceo e il 48% lo stilista.

 

La società di executive search ha realizzato l'indagine per conto di CorrierEconomia analizzando 50 tra i principali gruppi del lusso. Tra le principali eviedenze dello studio, il fatto che i cambiamenti registrati sono solo marginalmente legati a una cambio di proprietà, segnalando quindi una questione strutturale.

 

«Si tratta di un tasso di avvicendamento molto più elevato rispetto ai periodi precedenti», ha commentato Giovanna Brambilla a Corriere Economia. I mutamenti hanno riguardato tutti i mercati del mondo, con gli Stati Uniti soggetti al tasso più alto di ricambio tra i ceo (70%).

 

Il turnover massimo di stilisti (54%) si registra invece in Francia, patria delle grandi maison, e dove invece i ceo sono stati meno colpiti dalla voglia di cambiamento (31%).

 

«La causa del turnover - riporta Corriere Economia citando Value Search - è da ricercare da un lato nell'evoluzione rapida del consumatore, divenuto più esigente e sofisticato, dall'altro nella trasformazione dei canali distributivi che stanno convergendo verso una logica multichannel. Tutto questo determina l'esigenza di una revisione completa della strategia».

 

 

Nella foto il finale di una sfilata di Gucci, la griffe nell'ultimo anno e mezzo ha cambiato sia ceo che direttore creativo

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