Anniversari

Gianni Versace: 20 anni fa la morte. Donatella: «Il tuo ricordo è immutato»

Sono passati 20 da quel caldo mattino del 15 luglio 1997, a Miami, quando Gianni Versace veniva assassinato alle 9,03 del mattino davanti al cancello della sua villa di Miami, al 1116 di Ocean Drive, dal serial killer Andrew Cunanan. Un colpo alla nuca ha inspiegabilmente messo fine a una carriera straordinaria. Oggi il vuoto resta ma la sua eredità creativa è più viva che mai.

 

Il 13 luglio, l'anniversario è stato commemorato a Milano con una cerimonia in forma privata, nella Chiesa di San Francesco da Paola, in via Manzoni. Ma insieme ai famigliari e alle persone care il mondo della moda non può dimenticare la storia dello stilista, nato a Reggio Calabria il 2 dicembre 1946 (oggi avrebbe 70 anni) e fonte di ispirazione per molti.

 

Lo ricorda con affetto e commozione Donatella Versace su Instagram, insieme alla figlia Allegra e a Santo Versace: «Dopo vent'anni il tuo ricordo è rimasto immutato. Ci manchi».

 

E pubblica alcune foto dei momenti felici: lei in passerella con il fratello, Gianni insieme alle top model che lo hanno accompagnato nel suo percorso creativo.

 

Un'avventura partita a Reggio Calabria, nell'atelier della madre, e poi sbocciata a Milano, dove nel 1976, insieme al fratello Santo, Gianni Versace fonda la casa di moda che porta il suo nome.

 

Due anni dopo la prima passerella alla Permanente. L'iniziodi un percorso costellato di successi, suggellato dall'immagine della Medusa, simbolo della maison. «Chi si innamora della Medusa non ha scampo» amava dire il couturier.

 

Una partenza col turbo che proietta i fratelli Versace nei favolosi anni Ottanta, il terreno fertile per la creatività di Gianni, che inventa, innova e sperimenta con audacia ma anche con un grande rispetto per il passato e amore per l'arte, fonte primaria di ispirazione tra Magna Grecia e Rinascimento, Barocco e arte Pop.

 

Un caleidoscopio di suggestioni che si traduce in sete stampate coloratissime, motivi geometrici, forme audaci e tanto coraggio nell'uso dei materiali, dalla pelle trattata come un tessuto alla maglia metallica. Il tutto intriso di erotismo, quasi un'ossessione per lo stilista, teso ad esaltare il corpo femminile, anche ai limiti della provocazione, tra nude look e influssi sado maso.

 

Ad affiancarlo nel suo percorso creativo le top Linda Evangelista, Cindy Crawford, Christy Turlington e soprattutto Naomi Campbell, la sua musa, onnipresente in passerella e amica anche nella vita privata, tra New York, Milano, la villa sul Lago di Como.

 

Con lui la moda diventa spettacolo e lo spettacolo si fa soggiogare dalla moda, con una lista di clienti affezionati in cui spiccano i nomi di Madonna, Lady Diana, Elton John, George Michael e Prince. Lui per primo tanti anni fa consapevole dell'importanza di affidare il suo messaggio creativo alle celebrity, compresi i fotografi, mostri sacri come Richard Avedon, Bruce Weber e Herb Ritts.

 

La morte prematura ha interrotto la corsa di Gianni verso il futuro. Chissà come avrebbe affrontato gli anni Duemila, le stagioni del minimalismo e poi ancora quelle del decorativismo? E come avrebbe gestito l'uragano della tecnologia e gli imperativi della globalizzazione?

 

È stata sua sorella Donatella a farlo per lui, a raccogliere un testimone ingombrante e non sempre facile da gestire, in sinergia negli ultimi anni prima con il ceo Gian Giacomo Ferraris (in carica dal 2009 al 2016, un quinquennio terminato con un +17,5% dei ricavi del fiscal year 2015, a quota 645 milioni di euro) e poi con Jonathan Akeroyd, che ha preso il posto lasciato libero da Ferraris dopo 12 anni in Alexander McQueen.

 

Attualmente l'80% della società è nelle mani della famiglia, mentre il 20% è in capo al fondo Blackstone, che ha rilevato questa quota nel 2014. Da tempo si parla di un'ipotesi quotazione, che veniva data per certa già per fine 2016, ma che al momento non sembra a portata di mano.

 

Nell'ultima sfilata Donatella ha scelto signifiativamente di tornare in via Gesù, sede storica della griffe, per rendere omaggio al fondatore. 

 

Sotto i riflettori una collezione chiaramente ispirata alla vena creativa dello stilista: ecco di nuovo le greche, i rimandi alle maschere del teatro antico e i colori solari che tanto amava. E poi il gran finale, con Donatella vestita con un abito en pendant. Niente nero, per rendere omaggio al fratello in chiave gioiosa e non luttuosa. In vista, chissà, di una commemorazione per la quale la super fashion week di settembre sarebbe la cornice ideale. Gianni è morto, viva Gianni!

 

 

stats