Anticipazioni dal Festival di Hyères

Galeries Lafayette sugli Champs-Elysées nel 2019: «Avrà un'offerta glocal»

Si delinea la fisionomia del secondo avamposto a Parigi di Galeries Lafayette: come è noto, si affaccerà sugli Champs-Elysées, al numero 52 al posto di Virgin, ed è molto probabile che apra nel marzo 2019.  Il format? Fortemente esperienziale, come anticipato alla recente edizione del Festival della moda e della fotografia di Hyères.

 

La superficie del punto vendita dovrebbe sfiorare i 10mila metri quadri, contro i quasi 100mila dello storico indirizzo in boulevard Haussmann.

 

Lo studio danese Bjarke Ingels Group, che si occuperà del progetto e che è noto per le idee all'avanguardia, ha ideato la sede di Google nella Silicon Valley ma non si è mai occupato di retail. Non un impedimento ma un vantaggio, secondo la general manager dello store Nadia Dhouib e la creative and merchandising director, Clara Cornet, già direttrice acquisti del multimarca The Webster (nella foto).

 

Le parole chiave del nuovo mega-negozio saranno lifestyle, impostazione glocal (parigina e internazionale al tempo stesso) e mix and match di proposte consolidate ed emergenti, inserite in un luogo dove divertirsi, curiosare, esplorare e naturalmente acquistare, ma senza corner né concessioni.

 

Vietato anche esagerare nelle "distrazioni" tecnologiche: non si prevede, per esempio, la presenza di touchscreen. Il digitale costituirà un'arma per aumentare il livello e la personalizzazione del servizio, più che un mezzo per distrarsi.

 

«Il nostro obiettivo - hanno precisato Dhouib e Cornet durante un talk a Villa Noailles - è far sì che la gente si fermi in negozio e che si muova in piena libertà, con uno spirito giocoso e rilassato».

 

Accanto alla moda e agli accessori non mancheranno libri, musica e food, con il probabile supporto del pastry chef Cédric Grolet.

 

Come ricorda wwd.com, già negli anni Venti il fondatore di Galeries Lafayette, Théophile Bader, si era insediato nella location sugli Champs Elysées, che però aveva dovuto vendere durante la crisi finanziaria.

 

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