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Abercrombie sbarca in Cina. E tinge di rosa il board

Abercrombie & Fitch ha scelto Shanghai per inaugurare il suo primo flagship store in Cina. L’obiettivo è aprire un centinaio di punti vendita a insegna Abercrombie e Hollister nel Paese. Negli States novità nel board, con l’arrivo di quattro nuovi indipendent director.

 

Abercrombie sta investendo in modo significativo fuori casa, dove ha in programma di debuttare nel breve, in diverse nazioni, con almeno 16 punti vendita. Mentre negli States continua la politica di selezione iniziata nel 2010: intende abbassare la saracinesca di 60-70 store che si aggiungeranno ai 220 già chiusi.

 

Il mercato attualmente di maggior attrattiva per il retailer a stelle e strisce è quello cinese, dove ha appena festeggiato a Shanghai un mega negozio di quattro piani al 1515 di West Nanjing road. All’opening ha fatto scalpore, come sempre, la sfilza di modelli a torso nudo (nella foto). Oltre al tipico, insistente, profumo che ha invaso la città.

 

In patria Abercrombie sta facendo i conti con la crisi: non a caso nominerà a breve quattro indipendent director, come ha chiesto insistentemente, dopo l’ennesima trimestrale deludente, Engaged Capital, il fondo che ha in mano una quota di minoranza della società (meno dell’1%).

 

Le new entry in arrivo, tutte al femminile, vantano un elevato profilo nel mondo del retail: Bonnie Brooks, vice chairman di Hudson’s Bay Co., Sarah Gallagher, con una lunga esperienza maturata da Gap e Ralph Lauren, Diane Neal, ex ceo di Bath & Body Works e Stephanie Shern, ex boss della divisione retail di Ernst&Young.

 

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