Autunno-Inverno 2015/2016

I nostri sondaggi: le vendite donna volano all’estero, peccato per l’Italia

Grazie all’e-commerce che apre le porte ai mercati di tutto il mondo, al parallelo (per chi lo pratica) soprattutto verso la Cina e, solo in minima parte, a una modesta ripresa dei consumi interni, i multimarca di target elevato della Penisola archiviano una stagione in crescita per le vendite di moda donna.

 

Anche se il business online e il grey market, che ormai spesso viene effettuato tramite il web,  aumentano i fatturati, la marginalità dei negozi in proporzione si riduce, a causa di investimenti e sconti obbligati, costringendo di fatto i commercianti a incrementare continuamente gli ordini per garantirsi redditività.

 

Con la forte valenza internazionale del business, non stupisce che la maggior parte dei marchi best seller siano quelli amati più dalle straniere, che non dalle italiane, frenate nello shopping dai prezzi sempre più elevati.

 

Perdere però di vista il mercato domestico è un errore da evitare - a onor del vero, alcuni negozianti riescono ancora ad avere buone soddisfazioni dalla clientela locale - non solo perché viene a mancare un contatto diretto con il consumatore, ma si è anche maggiormente esposti agli imprevedibili accadimenti internazionali. Se per esempio il governo cinese desse un’ulteriore stretta alla politica anti-corruzione e anti-lusso, cosa accadrebbe al parallelo?

 

 Infine i saldi, soprattutto invernali, restano il pomo della discordia: alcuni negozianti chiedono di posticiparli da inizio a fine gennaio, visto il caldo prolungato sempre più ricorrente fino a Natale, che penalizza la vendita dei capispalla. Altri, al contrario, vorrebbero liberalizzarli, dato il proliferare di sconti sottobanco anticipati, anche sul web, che rende di fatto anacronistico porre limiti.

 

Questo in sintesi è quanto emerge dal sondaggio realizzato da Fashioncon il contributo di 74 boutique multimarca di target elevato sparse in tutta Italia.

 

Dati alla mano, per quanto riguarda l’abbigliamento femminile oltre la metà del panel, il 52%, dichiara un sell out in aumento nell’autunno-inverno 2015-2016, il 41% conferma gli stessi risultati dello scorso anno e solo il 7% lamenta una flessione del turnover.

 

Leggermente migliore la performance degli accessori, che risulta in crescita per i due terzi degli interpellati (66%), costante per il 30% e in contrazione per il 4%.

 

In tema di best seller, questo inverno, secondo gli intervistati, le consumatrici  hanno premiato sul fronte abbigliamento innanzitutto  Dolce&Gabbana (nella foto). Brand che conquista il primo gradino del podio anche per il sell out effettuato dai commercianti attraverso i loro siti e/o sulla piattaforma Farfetch.com.

 

Sempre nell’abbigliamento seguono, Valentino (secondo anche negli accessori e sul web) e Philipp Plein. Mentre a livello di borse e calzature domina Givenchy (terzo nell’e-commerce al pari di Saint Laurent)  e Fendiconquista la medaglia di bronzo.

 

A eccezione di Dolce&Gabbana, che vanta un buon gradimento anche tra le clienti della Penisola, gli altri marchi segnalati, se non altro per i prezzi inaccessibili alla maggior parte delle italiane, devono il loro successo alle straniere: sia che si tratti di e-commerce, B2B (l’ormai sdoganato parallelo) o di shopping delle turiste.

 

L’articolo completo è pubblicato sul numero 5/2016 di Fashion in distribuzione in questi giorni.

 

 

 

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