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Albini cresce e investe per la prima volta nei filati

Il Gruppo Albini - tra i maggiori produttori europei di tessuti per camiceria e oggi sotto i riflettori di Milano Unica - archivia il bilancio 2012 con un fatturato di 125 milioni di euro, in crescita del 3,5 % rispetto al 2011. Nel nuovo esercizio i risultati beneficeranno anche di un nuovo investimento della società: una linea di filatura all’interno dello stabilimento Niggeler & Küpfer di Ceto (Brescia).

 

A sostenere i ricavi del 2012 è stato soprattutto l’export (in circa 80 Paesi), ormai arrivato a rappresentare il 72% del totale. Strategico l'avvio, a fine anno, del business della filatura, che ha previsto un investimento di 2,5 milioni di euro. "Si tratta - spiega un comunicato - di un'attività di nicchia fondamentale per controllare una filiera di eccellenza, dalla materia prima al finissaggio made in Italy". "La produzione di filati, che nel 2013 avrà un valore di 9 milioni euro, si avvale di impianti avanzati, che permettono di coniugare lo storico know-how acquisito da Albini nel trattamento dei titoli più fini, con le più moderne tecnologie", specificano dal gruppo bresciano.

 

Prosegue inoltre la ricerca delle migliori materie prime al mondo, come i cotoni Giza 87 e Giza 45 coltivati nei campi di proprietà in Egitto. “I risultati ottenuti - commenta il presidente, Silvio Albini  - sono piuttosto soddisfacenti, anche se permane una forte incertezza legata alle difficoltà dell’economia mondiale. È fondamentale continuare a puntare sul made in Italy, per raggiungere i mercati esteri sempre più attenti e preparati sui prodotti di qualità. In Europa e nel mondo c’è una grande voglia di eccellenza italiana: Francia, Spagna, Inghilterra e Germania sono i Paesi dove il gruppo esporta di più, seguiti da Stati Uniti e Cina".

 

 

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