BATTAGLIE LEGALI

Guerra dei Burch, secondo round: Tory al contrattacco

In seguito alla denuncia da parte dell'ex marito nel mese scorso, scatta la controffensiva di Tory Burch (nella foto). La stilista ha infatti accusato Chris di appropriazione indebita di dati sensibili dell'azienda al fine di creare la sua catena "sosia" Wonder C., lanciata dopo la fine del loro sodalizio.

 

Come riporta la stampa d'oltreoceano, nella sua risposta depositata ieri in Tribunale, Tory non solo ha negato le accuse mosse da Christopher - il quale aveva dichiarato che l'ex moglie stava bloccando i suoi sforzi per vendere la propria quota del 28,3% detenuta nella società e facendo ostruzionismo nel trade per l'affermazione di Wonder C. - ma ha lanciato invettive ancora più pesanti. La label creata dall'ex marito sarebbe infatti, a detta di Tory, una perfetta copia, low cost e di bassa qualità, del marchio Tory Burch: stesso stile, stessi dettagli distintivi, addirittura stesso layout per i negozi, che copierebbero pedissequamente design e arredi della griffe "originale", creata insieme nel 2003.

 

Non solo. Di fronte alle dichiarazioni di Christopher riguardo al ruolo di primo piano che avrebbe avuto nel successo commerciale del marchio Tory Burch, la designer dipinge l'ex marito come insider sleale, reo di aver usato a proprio vantaggio dati segreti del gruppo, al fine di replicare prodotti in linea con le preferenze delle consumatrici e ostacolare il suo maggiore competitor, la Tory Burch appunto.

 

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