BATTAGLIE LEGALI

La guerra dei Burch: Christopher contro Tory

Si erano tanto amati ma l'idillio, a livello sia personale che professionale, è andato in frantumi: ora Tory Burch, stilista che dà il nome all'omonima griffe, e il suo ex marito - nonché braccio destro - Christopher sono ai ferri corti. Al punto che quest'ultimo ha intentato una causa contro l'ex moglie.

 

Come riportano i media d'oltreoceano - e in particolare wwd.com, che ricostruisce la vicenda con dovizia di particolari - sarebbero parecchi i sassolini che l'imprenditore vorrebbe togliersi dalla scarpa. La catena retail C. Wonder, da lui lanciata dopo la rottura del sodalizio con Tory Burch, sarebbe stata fin dall'inizio messa pesantemente sotto tiro dalla designer, anche con mezzi poco ortodossi. Lo scorso febbraio, Tory si era peraltro dichiarata pronta ad andare per vie legali: troppo simile, la nuova C. Wonder, alle sue proposte (almeno secondo lei), ma con prezzi più accessibili.

 

Mr. Burch - impegnato in ulteriori progetti, come i brand Monika Chiang (accessori) ed Electric Love Army (denimwear) - non solo respinge al mittente le accuse di concorrenza sleale ma rilancia, sostenendo che Tory non gli permetterebbe nemmeno di vendere la sua quota (pari al 28,3%, come quella della ex moglie) in una griffe che, partita solo otto anni fa, oggi viene valutata intorno ai due milioni di dollari. A proposito di questa escalation, Chris lascia intendere di esserne stato il principale artefice, visto il suo lungo curriculum di businessman con un'approfondita esperienza in start up e numerosi contatti nel mondo della finanza e dell'industria.

 

Pare che, prima di arrivare alla guerra vera e propria, i due - separati dal 2006 - abbiano anche cercato (inutilmente) una mediazione. Ora la parola, come in una sceneggiatura che si rispetti, passa ai giudici.

 

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