BATTAGLIE LEGALI

Tory Burch torna all'attacco: "Il mio ex marito tiri fuori i documenti scottanti"

Guerra dei Burch, terzo round: la battaglia legale si inasprisce con nuove invettive da parte di Tory Burch (nella foto), che accusa l'ex marito Chris - co-fondatore nel 2003 del marchio Tory Burch e ora imprenditore en solitaire con la catena Wonder C. - di nascondere documenti utili alle indagini.

 

Come riporta il sito americano wwd.com, la querelle legale è iniziata lo scorso 2 ottobre, quando Christopher Burch ha intentato una causa contro l'ex moglie, che a suo avviso gli avrebbe impedito di vendere la propria quota del 28,3% detenuta nella società e fatto ostruzionismo nel trade per l'affermazione della sua nuova iniziativa commerciale, l'insegna Wonder C. Un'accusa che ha mandato su tutte le furie Tory Burch, passata al contrattacco ai primi novembre, quando al proprio team di legali ha affidato la difesa della sua versione: Chris non solo avrebbe mosso insinuazioni del tutto false, ma si sarebbe appropriato di dati sensibili dell'azienda, al fine di creare la sua catena "sosia", una perfetta copia - low cost e di bassa qualità - del concept Tory Burch, lanciato insieme sul mercato quasi dieci anni fa.

 

Ora l'appello della stilista al Tribunale: i giudici devono intervenire, perché Christopher starebbe nascondendo i documenti più importanti per far luce sulla vicenda. Le carte utili a dipanare la matassa - sostiene Tory - dovevano essere prodotte entro il 30 novembre, mentre non compaiono nel dossier, infestato invece da una mole di file di scarsa, o addirittura nulla, rilevanza. In particolare, non comparirebbero le testimonianze dei contatti con il miliardario russo Len Blavatnik (che detiene azioni anche in Tory Burch), che a detta della designer contribuirebbero a confermare l'utilizzo di informazioni finanziarie riservate per attrarre investitori nella Wonder C.

 

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