Bilanci

Harmont & Blaine: primi nove mesi in crescita e previsioni 2013 a +12%

Harmont & Blaine ha chiuso i primi nove mesi del 2013 con un fatturato di 57,5 milioni di euro che proietta le previsioni sui ricavi dell'esercizio 2013 a 74 milioni, con un incremento stimato superiore al 12% rispetto all'anno precedente.



"I primi 9 mesi del 2013 - sottolinea l'a.d. Domenico Menniti - si chiudono in maniera particolarmente positiva per Harmont & Blaine grazie al raggiungimento di una serie di obiettivi che ci eravamo prefissati e sono stati puntualmente raggiunti. Siamo intervenuti con efficacia sul versante della diminuzione dei costi grazie alle migliorate condizioni d'acquisto e a maggiori efficienze nell'approvvigionamento dei prodotti finiti. Inoltre la posizione finanziaria netta è in diminuzione anche in seguito all'ottimizzazione dell'attività di tesoreria".



 Nei primi 9 mesi del 2013 si è confermata la marcata inversione di tendenza imposta dal management a inizio anno: il peso del retail diretto si è infatti assestato al 53% contro il 47% del wholesale che, solo a fine 2012, rappresentava il 55% delle vendite.



Continuano a crescere anche i volumi export, che sono passati dagli 8,1 milioni di euro dei primi nove mesi del 2012 ai 9,2 milioni di euro del 2013. Ulteriore impulso alla crescita sui mercati esteri sarà dato dalle ultime aperture di Città del Messico, Yerevan (Armenia), Panama, Ekaterinburg, Miami (secondo punto vendita nella città), Praga e del primo punto vendita in Iraq ad Arbil, cui seguiranno nei prossimi mesi quelle di Bucarest e Mosca.



Il gruppo è attualmente «impegnato in un'operazione straordinaria che prevede l'ingresso nel capitale di un partner finanziario per supportare il piano di internazionalizzazione nei mercati di America (Nord e Centro-Sud America), Europa Continentale e Russia, con l'obiettivo di incrementare il fatturato e di raggiungere una massa critica idonea a competere con i principali competitor mondiali.

 

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