Bilanci

Hermès: l'utile netto sfiora 1 miliardo

Malgrado i venti contrari che soffiano sul settore del lusso Hermès ha chiuso il 2015 con risultati in forte crescita. Il gruppo francese ha visto il suo risultato operativo salire del 19% a 1,54 miliardi di euro, oltre le stime degli analisti, attestate su 1,53 miliardi.

 

«Tutte le aree geografiche sono cresciute l'anno scorso e praticamente tutti i segmenti merceologici, con l'eccezione della seta, che è calata, e orologi, che sono rimati stabili», riassume Axel Dumas, numero uno della maison francese che aveva già pubblicato all'inizio di febbraio il suo fatturato annuo, che ha raggiunto i 4,84 miliardi di euro di vendite

 

L'utile netto ha evidenziato un incremento del 13,2%, a 973 milioni. Alla luce di questa performance Hermès ha proposto la distribuzione di un dividendo di 3,35 euro per azione, contro i 2,95 euro dell'anno prima.

 

Il gruppo rimane comunque prudente per l'anno in corso e prevede una crescita organica inferiore rispetto al suo obiettivo di medio termine dell'8%, a causa delle incertezze economiche, geopolitiche e monetarie.

 

A preoccupare nel breve termine oltre alla congiuntura, è il "rischio terrorismo" (e i fatti di Bruxelles rafforzano i timori): «Vediamo che gli eventi del 13 novembre a Parigi hanno davvero influenzato il mercato francese - fa notare Dumas - e anche gli eventi in Belgio sono terribili».

 

Hermès, famosa in tutto il mondo per i suoi foulard di seta e le borse come la Birkin, ha assunto circa 500 persone l'anno scorso, tra cui 400 in Francia, soprattutto nelle aree di produzione e di vendita. Alla fine del 2015 la maison ha impiegato un totale di 12.244 persone, di cui 7.461 in Francia.

 

Nella foto, la nuova casa di Hermès a Torino

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