Biomateriali

Vegea e Tiziano Guardini: gli scarti della produzione del vino diventano fashion

Interior design ma anche abiti, scarpe e borse: sono molteplici gli ambiti di applicazione di Vegea, un materiale "bio", derivato dalla vinaccia (graspi, bucce e semi, residui della produzione del vino), che si pone come alternativa alle materie prime di origine animale.

 

Vegea nasce nel 2016 per mano di Gianpiero Tessitore (architetto) e Francesco Merlino (chimico industriale). La loro idea di ricavare un materiale da fonti vegetali rinnovabili è stata premiata in luglio come la migliore innovazione Made in Italy del 2017 al concorso per l'Innovative Made in Italy di Unicredit Start Lab. Poco prima, in aprile, aveva vinto il Global Change Award 2017, concorso indetto dalla H&M Foundation.

 

Di recente la realtà con sede a Rovereto (Tn) ha presentato a Milano una capsule di abiti (nella foto, un modello) realizzati dall'eco-designer Tiziano Guardini, già premiato come miglior stilista emergente alla prima edizione, lo scorso settembre, dei Green Carpet Fashion Award.

 

In mostra presso la Casa degli Atellani (che cela sul retro la vigna di Leonardo, per restare in tema) anche una serie di borse, calzature femminili e sneaker tutte animal friendly e all'insegna della eco-sostenibilità, in tonalità vivaci ma anche nel colore naturale di Vegea: il vero "vinaccia".

 

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