Brexit

Moda in flessione in Borsa dopo la vittoria dei "Leave" ma meno peggio degli indici

Borse europee in ribasso nel giorno dell'annuncio della vittoria dei "Leave" in Regno Unito. Piazza Affari accusa una delle maggiori flessioni, appesantita dai titoli bancari, mentre il lusso fa meglio della media del mercato.

 

Intorno alle 17 l'indice di riferimento Ftse-Mib registra un calo dell'11% e il Ftse All-Share scende del 10,6%. Tra i titoli di moda e lusso Ferragamo subisce un -6%, Tod's un -6,9%, Brunello Cucinelli un -5,8% e Luxottica un -2,3%. I peggiori sono Ynap (-8,9%) e Moncler (-8,4%).

 

Dopo il panico dell'apertura, che ha coinvolto tutte le maggiori Borse europee, a Londra l'indice Ftse 100 registra un calo del 2,5%, mentre a Parigi l'indice Cac40 perde il 7% e a Froncoforte il Dax 30 segna un -5,9%.

 

Positivi i titoli della moda britannica come Burberry e Jimmy Choo che mettono a segno, rispettivamente, un +2,9% e un +1,6%.

 

Il clima di incertezza in Europa sta colpendo anche gli indici americani: il Dow Jones subisce un calo del 2,2% e il Nasdaq un -2,7%.

 

Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso con il Nikkei 225 in discesa del 7,9% mentre a Hong Kong l'indice Hang Seng ha segnato un -2,9%.

 

Contrariamente ai sondaggi, il Regno Unito ha deciso di lasciare l’Unione Europea. La Commissione elettorale del referendum di ieri ha reso noto che i "Leave" hanno ottenuto il 51,9% dei voti, contro il 48,1% dei "Remain", con un vantaggio di oltre un milione di voti. L’affluenza è stata pari al 72,2%.

 

Ad appesantire il clima di instabilità il fatto che Scozia e Irlanda del Nord abbiano votato ampiamente per restare in Europa, il che fa riaffiorare ipotesi separatistiche.

 

Come riportano le agenzie, il premier David Cameron si dimetterà in ottobre. La Banca d’Inghilterra intende prendere tutte le misure necessarie per la stabilità. Tra queste pare ci sia la messa a disposizione di fondi fino a 250 miliardi di sterline.

 

Questa mattina, all'annuncio dell'esito del referendum, la sterlina è scesa a quota 1,33 dollari, toccando minimi contro il biglietto verde che non raggiungeva dal 1985. Il cambio euro-dollaro nell'immediato è sceso in area 1,09.

 

Come emerge da una nota del ministero del Tesoro italiano, diffusa al termine del Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria dedicato alla Brexit, l'esito del voto dei britannici avrà effetti limitati sull'economia italiana. «La solidità dei fondamentali delle imprese - dicono dal ministero - tornerà presto a prevalere sulla volatilità dei mercati finanziari».

 

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