CALZATURE

Keys: convince la collezione by Opera, startup delle calzature di Manerbio

Il marchio Keys ha presentato a TheMicam le collezioni autunno-inverno 2017/2018, frutto del lavoro di ricerca e sviluppo portato avanti da Opera, società fondata nel maggio 2015 da Carlo Cavaciocchi (nella foto).

 

Il manager con una lunga esperienza nel fashion e nell’It ha creato a Manerbio (Brescia) un’azienda all’avanguardia nella realizzazione di calzature in private label. Da febbraio 2016 Opera ha ottenuto la licenza d’uso per Keys.

 

La startup innovativa Opera nasce con un primo investimento di un milione di euro e arriva a produrre in sei mesi 70mila paia di scarpe, con un fatturato di 2,32 milioni di euro. L’azienda punta su una produzione di qualità, con materiali e know-how made in Italy (la progettazione e la prototipazione sono realizzate nella sede di Manerbio), ma affidata a partner esterni fidati, molti dei quali localizzati in Albania.

 

L’obiettivo di Opera è chiudere il 2016 con un fatturato di 7 milioni di euro, grazie a un staff interno di 20 persone e una produzione annuale di 250mila paia di scarpe consegnate, con un 50% che riguarda le private label e un altro 50% il marchio Keys.

 

Quest’ultimo è venduto in 600 negozi multibrand in Italia, soprattutto del Sud. Si tratta di una calzatura comoda, grazie alla leggerezza e ad accorgimenti speciali (in particolar modo per la linea Flex&Fly), ma che segue la moda con sneaker, francesine, stivali e biker dallo stile attuale, elegante e grintoso.

 

Dall’autunno-inverno 2017/2018 Keys con la stessa filosofia ha introdotto anche l’uomo, per il quale sono stati messi a punto modelli più formali, ispirati all’English style, oltre che un’ampia gamma di sneaker.

 

«Investiamo sul prodotto - sottolinea Carlo Cavaciocchi - per calzature di qualità con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Il nostro è un modello di business di prospettiva, che nasce da una visione di lungo periodo e da una premessa: non è detto che ciò che è realizzato in Italia sia migliore di quello che viene fatto all’estero, in Paesi vicini come l’Albania. L’alto costo del lavoro ha fortemente indebolito in pochi anni la manifattura nella Penisola».

 

 

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