CHILDRENSWEAR

Kidiliz Group: «Sempre più internazionali, con un occhio di riguardo all'Italia»

Dopo il cambio di nome, da Zannier Group a Kidiliz Group, il colosso francese del kidswear (il cui fatturato si aggira sui 430 milioni di euro, di cui il 52% realizzato all'estero) punta a una dimensione sempre più internazionale, pur mantenendo l'Europa come mercato di riferimento. Strategica per l'azienda l'Italia, dove stanno maturando nuovi progetti.

 

«Il 75% del business - precisa Rémy Baume, presidente di Kidiliz Group - viene realizzato nel Vecchio Continente, con l'Italia come secondo Paese per importanza dopo la Francia. Il nostro obiettivo è essere sempre più globali, attraverso i tre format distributivi Z, Catimini e Kidiliz, oltre che tramite la rete dei multibrand, che compresi i corner supera le 10mila unità».

 

Se Z può contare su 520 negozi worldwide, con 20 milioni di vestiti venduti nel 2015, Catimini viaggia sulle 155 vetrine e Kidiliz (che racchiude tutti i brand del gruppo) sulle 150.

 

«Recentemente - prosegue Baume - abbiamo avviato negozi in aree come il Middle East, la Russia, il Sud America (con un focus sulla Colombia) e stiamo potenziando la presenza in Cina: un territorio dove per esempio Catimini è già ben posizionato, con una trentina di vetrine, ma in cui un'insegna come Z non ha ancora espresso il proprio potenziale».

 

Otto le filiali internazionali in Regno Unito, Spagna, Portogallo, Germania, Usa, Benelux, Emirati e, non ultima, Italia. «Una nazione dove il canale multimarca fa tuttora da traino - interviene Fabio Cancelliere, general manager di Kidiliz Group Italy, realtà che nel 2016 ha contribuito per il 16% al giro d'affari complessivo -. Sono un migliaio i punti vendita in cui siamo presenti, con una distribuzione omogenea da Nord a Sud, di cui fanno parte anche i grandi department store come Coin e LaRinascente: qui esordisce in questi giorni un corner dedicato alle piccole taglie di Kenzo».

 

Anche per Z - che prima si chiamava Z Generation - il Belpaese gioca un ruolo chiave. «Il 2016 è stato un anno fondamentale per questo concept - sottolinea Cinzia Camozzi, country manager Italia di questa label -. Siamo partiti con un remake up degli store, puntando su una maggiore aderenza al mondo del bambino e ai suoi lifestyle. Quindi moda, ma anche prodotti affini e complementari, a prezzi sempre accessibili».

 

«Nell'inverno scorso - continua - abbiamo messo a segno 13 restyling, in vista di altri 20 nel primo trimestre 2017 e di ulteriori tappe di un'operazione che nel giro di due anni cambierà il volto di tutti i negozi Z italiani, che attualmente sono 180 tra centri commerciali e centri storici» (nella foto, Kenzo Kids per l'inverno 2017/2018).

 

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