CHILDRENSWEAR

Miniconf progetta il futuro: crescita dei manager e multicanalità nel mirino

Visitare la Miniconf di Ortignano Raggiolo nella valle del Casentino, in provincia di Arezzo, permette di cogliere lo stretto legame fra l’azienda di childrenswear - attiva con i marchi Sarabanda, iDo e Dodipetto - e il suo territorio e fa capire come sia possibile essere sempre all’avanguardia per vincere la sfida del mercato, partendo da una zona verdissima e ricca di storia, ma poco favorita nei collegamenti.

 

Nella sede di 11mila metri quadri (a cui si aggiungono tre magazzini presenti nella zona), arrivano 400 container con 8 milioni di capi l’anno. Su ogni singola commessa viene fatto un controllo qualità statistico, che interessa il 5-10% degli articoli. Come spiega un responsabile, che ci accoglie nella parte deputata al ricevimento dei capi prodotti dai façonisti, la maggior parte dei quali «storici e affidabili», localizzati per il 60% in Cina e per il 30% in India e Bangladesh.

 

Vediamo piumini in piccole taglie che scorrono in alto e passano dentro un grande “armadio”, che ha la funzione di renderli più morbidi e gradevoli. Vestitini vengono messi su manichini-bomboloni che “esplodendo”, grazie alla pressione, li stirano alla perfezione. Un’area è dedicata alle eventuali riparazioni da apportare a capi non perfetti.

 

Infine, la parte in cui vengono assemblati e preparati i pacchi completi da spedire ai negozi-clienti, dove scopriamo che l’azienda utilizza la tecnologia RFID, al momento solo per identificare i campionari, perché ancora troppo costosa per essere adottata per l’intera produzione.

 

Passiamo agli uffici, dove lavorano i team stilistici dei tre marchi di casa, i responsabili del marketing e della comunicazione e quelli del commerciale. Finiamo in un’ampia sala allestita ad aula per la formazione. Qui ci accoglie Giovanni Basagni, che nel 1973 ha fondato l’impresa insieme al fratello Giuseppe.

 

«La sede dell’azienda è in una posizione svantaggiata - chiarisce Basagni -. Sia dal punto di vista dei collegamenti, che della possibilità di attrarre risorse qualificate. Ma andiamo avanti nel nostro percorso. Grazie anche all’adesione al progetto Elite di Borsa Italiana, ci siamo focalizzati negli ultimi mesi sulla crescita dei nostri manager, anche per la necessità fisiologica di un ricambio generazionale, e naturalmente sul progetto industriale per i prossimi anni».

 

L’esercizio 2015 si è chiuso con un fatturato di 74,5 milioni di euro. Miniconf realizza l’84% del business in Italia e il 16% all’estero, in particolare in Spagna, Russia e Gran Bretagna. L’esigenza di essere sempre più internazionali è stata avvertita da tempo ed è una direttrice di sviluppo fondamentale.

 

La realtà è attiva sia nel canale wholesale (800 i multimarca serviti da Sarabanda e quasi 650 quelli da iDo) che retail (complessivamente 50 monomarca in Italia e 70 negozi e shop in shop all’estero) e quattro anni fa ha avviato l’e-commerce in forma di outlet. «Ora stiamo lavorando a un progetto di e-commerce a 360 gradi per ciascuno dei nostri marchi, che coinvolga i nostri negozi e anche i multimarca, per creare una vera multicanalità», spiega Leonardo Basagni, figlio di Giovanni.

 

Già nel 2015 è stato avviato PartnerLab, un portale b2b, concepito per supportare il trade, in primis multimarca. PartnerLab raccoglie e veicola servizi, corsi di formazione, contenuti e strumenti. È inoltre una community, in cui è possibile condividere riflessioni, esperienze e suggerimenti.

 

Da sempre Miniconf - il cui motto è “I bambini di tutto il mondo ci ispirano, i valori ci guidano” - è attenta al tema della conciliazione lavoro-famiglia attraverso il part-time e la flessibilità degli orari dei suoi dipendenti. Inoltre, per anni ha sovvenzionato il tempo integrato nelle locali scuole dell’infanzia e primaria. Raggiunto questo obiettivo, più di recente ha contribuito alla nascita di un asilo nido nel territorio dove ha sede.

 

I progetti a favore dell’infanzia e dei giovani a cui aderisce sono numerosi, così come quelli finalizzati a valorizzare il territorio a cui è indissolubilmente legata. Prospettiva Casentino, ad esempio, è l’associazione nata nel 2013 per volere di Giovanni Basagni e di altri imprenditori della zona, il cui fine è favorire il benessere e progettare il futuro, lavorando con e per i giovani.

 

 

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