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Centri commerciali: la scommessa è l’omnichannel

Ieri a Milano il Cncc - Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali - ha festeggiato i suoi 30 anni di attività: prima con il Christmas Meeeting dedicato all’omnichannel e poi con un gala dinner, dove sono stati consegnati i Cncc Italy Award. Pietro Malaspina, storico presidente dell’associazione, ha annunciato che l’anno prossimo non si ricandiderà.

 

Il mondo degli shopping center e del retail real estate si è riunito ieri nel capoluogo lombardo per il compleanno del Cncc. Di indiscussa attualità il convegno dedicato alla scommessa più importante che i format distributivi devono affrontare, quello dell’omnichannel e in special modo dell’interazione tra online e offline. 

 

Speaker d’ eccezione  Michael P. Kercheval, world chairman di Icsc - International Council of Shopping Center - che ha posto l’accento sui grandi cambiamenti in atto a livello demografico  (se la middle class vale  oggi 21 trilioni di dollari in termini di spending  mondiale, arriverà a 56 entro il 2030)  tecnologico e di globalizzazione.

 

I centri commerciali devono quindi reinventarsi e riposizionarsi con l’obiettivo di diventare il “terzo luogo”, dopo la casa e il posto di lavoro.  «È ormai evidente infatti - ha precisato Kercheval -  che quelli nati come i templi dello shopping devono trasformarsi in ben altro, mixando elementi tangibili e intangibili: l’omnichannel ormai è ineludibile (le nuove generazioni hanno molta dimestichezza con l’e-commerce e sono la nuova frontiera), così come è strategico il ruolo giocato dalla ristorazione e dal leisure».

 

Anche i retailer devono fare la loro parte. È indispensabile che siano sempre più creativi e di possibilità ce ne sono tante: dai pop up store alle vending machine (anche di cosmetici, come fa Sephora), oltre a tutte le soluzioni che mixano l’online con l’offline (magazzini dove si ritirano i prodotti ordinati sul web e i negozi che si trasformano in showroom).  Non bisogna quindi più preoccuparsi dove vengono effettuati gli acquisti - se fisicamente nel punto vendita o con lo smartphone -:  l’importante è vendere.

 

Pietro Malaspina, che ha chiuso i lavori, si è dichiarato molto fiducioso rispetto al futuro: «Per gli shopping center ci saranno gigantesche opportunità, se sapranno diventare il luogo di incontro tra il mondo fisico e quello virtuale e la carte in regola le hanno tutte».

 

 

 

 

 

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