CRISI

Dressing in liquidazione: «Inspiegabile il ritiro degli arabi. Il futuro potrebbe essere una newco»

La notizia della messa in liquidazione della Dressing, azienda di Silea (Treviso) che si occupa, tra le altre, delle licenze Cavalli Class e Scervino Street, ha fatto scalpore. «Ci eravamo rivolti a un socio arabo - dice il direttore generale, Antonella Memo - ma incomprensibilmente l'operazione non è andata a buon fine».

 

Il socio in questione è il gruppo Al Ajlan, che avrebbe dovuto entrare nel capitale per dare ossigeno a un'azienda fondata nel 1981 e messa a dura prova dalla crisi, con perdite pari a circa 6 milioni di euro nel 2013, su un fatturato di 61,5 milioni di euro, «anche se bisogna puntualizzare - afferma la manager - che si tratta di dati influenzati da un cambiamento dei criteri contabili, in vista appunto dell'ingresso degli arabi».

 

Era il luglio scorso (Antonella Memo era arrivata in primavera, ndr) e l'intesa tra Abdullah Ibrahim Al Ajlan, a capo della realtà con quartier generale a Riad, e la Dressing sembrava cosa fatta, «anche perché erano stati loro a farsi avanti». Ma, come sottolinea il direttore generale, qualcosa inspiegabilmente non ha funzionato.

 

«Non c'è stato un ritiro formale, ma un continuo rinviare» informa Antonella Memo, che a proposito delle voci di stampa sull'intenzione da parte dell'azienda di fare causa ad Al Ajlan precisa: «Stiamo entrando ora in una procedura concorsuale. Si valuterà concordatamente se esiste una possibilità di azione».

 

Certo, il danno derivante dal mancato accordo è stato ingente, «perché avremmo potuto davvero risollevare la testa e beneficiare di un trampolino di lancio per fare un salto di qualità sui mercati internazionali».

 

Cosa accadrà ora? «Con i grandi committenti come Cavalli Class e Scervino Street siamo alla ricerca di una soluzione comune - risponde Memo - e intanto ci mettiamo in un'ottica non di resa, ma di proposta. La Dressing non è una macchina con il motore spento. La nostra speranza, non velleitaria, è dare vita a una newco, in grado di salvaguardare le nostre competenze e quelle dell'indotto».

 

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