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Il tribunale di Milano dà ragione a Guess nella causa contro Gucci

Si è conclusa venerdì scorso la battaglia legale tra Gucci e Guess. Ad annunciarlo una nota diffusa dall'ufficio stampa del marchio americano, secondo cui il Tribunale di Milano ha rigettato, in una sentenza di 83 pagine, le richieste del brand fiorentino, che cercava di impedire l’utilizzo di alcuni loghi che, secondo Gucci, richiamano loghi e trademark della maison fiorentina.

Nella nota si dichiara che i giudici hanno dichiarato ''la nullità di alcuni dei marchi di Gucci aventi a oggetto il cosiddetto Diamond pattern con logo G e il disegno Flora, e hanno escluso qualsiasi diritto di esclusiva di Gucci sul logo "square G". In particolare, la nullità riguarda tre marchi italiani, due comunitari e due internazionali estesi all'Unione Europea''.

 

Nel 2009, infatti, la griffe di Kering (ex Ppr) aveva citato in giudizio Guess accusandola di aver posto in essere una attività di contraffazione di alcuni suoi loghi emblematici. Il ceo di Guess, Paul Marciano, ha espresso la sua "totale soddisfazione" per la  decisione dei giudici.

 

Dal canto suo, Gucci in un comunicato ha dichiarato di essere ''in forte disaccordo'' con la sentenza del tribunale, annunciando che  ''ricorrerà in appello". La maison di proprietà del gruppo di Pinault aveva promosso una causa analoga a quella milanese anche a New York, che aveva avuto esito contrario. Nel 2012, infatti, Guess era stata condannata a un risarcimento a favore di Gucci.

 

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