Cessioni

Rip Curl in vendita per oltre 500 milioni di dollari Usa

 

Corteggiati da varie realtà internazionali che avrebbero manifestato il loro interesse, i fondatori di Rip Curl stanno valutando di cedere il marchio del surfwear nato a Torquay, vicino a Melbourne, nel 1969. Per l'operazione, che potrebbe consentire di raccogliere 500 milioni di dollari australiani (circa 527 milioni di dollari statunitensi), è stata incaricata Bank of America Merryll Lynch.

 

La surfing company sarebbe stata valutata oltre 10 volte l'ebitda atteso per il 2013, stimato a 48 milioni di dollari australiani, secondo quanto riporta Bloomberg. Le più recenti cessioni di marchi singoli - compresa la vendita, da parte di Billabong, della quota di maggioranza nella label di accessori Nixon (a Trilantic Capital Partners), l'acquisizione di Timberland da parte di Vf Corporation e quella di Volcom da parte di Ppr - tengono conto di multipli che viaggiano tra 9,2 e 15,8. Per la stessa Billabong, da tempo oggetto delle attenzione dei fondi (di recente si è parlato anche di Bain Capital, co-fondata dal candidato repubblicano alla Casa Bianca Mitt Romney) è stato stimato un prezzo di 694 dollari australiani, pari a 6,8 volte l'ebitda previsto dalla media degli analisti sentiti da Bloomberg.

 

Lo scorso giugno Rip Curl aveva denunciato una fase di difficoltà in Europa, mercato controllato dalla filiale francese di Hossegor, in Aquitania, per il quale è stato varato un piano di riduzione del personale e di ridimensionamento della rete retail.

 

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