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Interbrand: Vuitton vince nel lusso. Tra gli italiani Gucci sale e Prada scende. New entry Dior

Dominio assoluto per Apple e Google nella classifica dei Best Global Brands di Interbrand, che vede nel lusso due soli marchi italiani: Gucci (in crescita) e Prada (in calo).

 

Scala la classifica (ristretta ai soli nomi della moda) Hermès, che cresce del 17% e sale dal 41esimo al 34esimo posto, anche se il primo marchio del luxury rimane Louis Vuitton.

 

Grazie a un incremento del valore, il marchio del Monogram rimonta al 19esimo posto, con quasi 24 miliardi. Scorrendo la top 100, tra le aziende del lusso presenti spicca il nome di una new entry: Dior guidato da Maria Grazia Chiuri, all'89esimo posto.

 

Gucci (#53), con un valore di 9,385 miliardi di dollari, progredisce del 6%, a dimostrazione che il nuovo corso del direttore creativo Alessandro Michele sta dando i risultati sperati, anche in termini di branding.

 

La leadership italiana di Gucci è ormai una conferma: dal 2004, quando il valore del marchio era stimato da Interbrand pari a 4,7 miliardi di dollari, la griffe della doppia G ha visto il suo valore aumentare anno dopo anno ben oltre il 100%. Solo nel 2015 la cresceta del valore del marchio si era arrestata.

«Lo scorso anno - ha ricordato Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci commentando la classifica -  è stato l’anno della reinvenzione, quando abbiamo posto le basi della nuova Gucci. Come un reset. Quest’anno l’interesse sempre maggiore nei confronti del marchio ha iniziato a trasformarsi in una crescita delle quote di mercato, alimentata sia dai clienti esistenti quanto da quelli nuovi, contribuendo così al miglioramento della performance e dei risultati».


«Grazie all’implementazione coerente della visione del direttore creativo Alessandro Michele presso tutti i punti di contatto con il cliente, Gucci sta attraversando un periodo di grande entusiasmo. La crescita che stiamo registrando non deriva quindi dall’apertura di nuovi negozi, bensì dalla conquista di quote di mercato».


Prada (#81) perde il 12%, registrando un valore pari a 5,504 miliardi di dollari. Un dato che dimostra come la stanchezza del marchio non emerga solo dai dati delle trimestrali  (nella foto, la primavera-estate 2017 di Gucci).

 

Interbrand pubblica la classifica dei 100 migliori marchi analizzando come il marchio produca benefici all’interno dell’azienda, dall’attrarre i migliori talenti, fino a rispondere alle aspettative dei clienti.

 

Tre sono gli aspetti fondamentali che contribuiscono alla valutazione del marchio stesso: la performance finanziaria dei prodotti o dei servizi, il ruolo del marchio nell’influenzare la scelta del consumatore e la forza del marchio per poter fissare un prezzo più alto o nell’assicurare un guadagno all’azienda

 

 

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