Commercio internazionale

Ttip: trattative a rilento per il libero scambio Usa-Ue

Era in agenda per oggi, 10 giugno, ma è stato rinviato il voto del Parlamento Ue sul Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), il trattato di libero scambio tra Europa e Usa, che secondo i sostenitori dovrebbe portare a un aumento del Pil europeo e dell'export verso gli Usa.

 

Il rinvio a data da destinarsi - come riporta l'agenzia Ansa - è stato stabilito dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, sulla base degli emendamenti presentati (oltre 200) e delle numerose richieste di voto disgiunto.

 

La decisione arriva subito dopo l'esortazione, da parte del G7, ad andare avanti rapidamente sulla strada del negoziato, che andrebbe a creare la più grande area di libero scambio al mondo, con circa 800 milioni di consumatori.

 

Stando ad alcune voci, la votazione sulla bozza di risoluzione sarebbe saltata principalmente per via di un emendamento proposto dai socialisti (con il favore di diversi deputati popolari), sul meccanismo di risoluzione delle controversie.

 

La norma in questione darebbe alle multinazionali il potere di portare gli Stati dinanzi a un arbitrato, qualora ritengano di aver avuto una perdita economica (ad esempio, per l’introduzione di nuove leggi sulla tutela dell’ambiente o dei diritti dei consumatori), scavalcando l’intero sistema giudiziario interno.

 

Il primo round dei negoziati sul libero scambio risale al luglio 2013 e, ai tempi, il perfezionamento del Ttip era previsto per la metà del 2014. In più occasioni d'incontro con l'industria della moda, il vice ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, aveva ipotizzato un incremento dell'export di tessile-moda made in Italy verso gli Usa del 18%, facilitato dalla revisione dei dazi e dallo smantellamento delle barriere non tariffarie.

 

Come riporta l'Ice, nel 2013 la Commissione europea aveva stimato, nell'arco di tre anni dall'entrata in vigore del trattato, un beneficio medio per famiglia europea di 545 euro e un incremento del Pil europeo dello 0,5%. Le aziende comunitarie avrebbero incrementato le vendite negli Usa di 187 miliardi di euro.

 

In tutta Europa, intanto, si moltiplicano i movimenti sfavorevoli al trattato: circa 470 portano avanti l'iniziativa "Stop Ttip", che in questi giorni ha raggiunto i 2 milioni di firme raccolte. Molti cittadini sono preoccupati per le implicazioni riguardo a temi quali la sicurezza ambientale, l'alimentare e la salute pubblica.

 

Secondo Stop Ttip Italia, la coalizione del nostro Paese che si oppone al negoziato, «l’annullamento del dibattito dimostra quanto gli spazi di discussione sul Ttip siano limitati». «Continueremo le mobilitazioni - dicono - fino alla sospensione dei negoziati, monitorando l’operato dei nostri Europarlamentari già dalle prossime settimane».

 

Il fronte del "no" (nella foto, una manifestazione di protesta) ritiene che il Ttip sia vantaggioso soprattutto per le imprese Usa che, beneficiando della riduzione delle leggi protettive europee, invaderebbero il mercato comunitario a danno soprattutto delle Pmi locali.

 

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