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Gucci contro Gucci: il ristorante di Prato costretto a cambiare insegna

Avere un nome altisonante può creare problemi. Per la famiglia Gucci di Prato, che da circa un anno ha aperto un ristorante-bistrot chiamandolo Gucci Dop, è stato addirittura un boomerang. Una scelta non accettabile per la maison della doppia G, che ha minacciato una controversia legale, riuscendo a spuntarla. E la famiglia rinuncia al cognome sull'insegna.

 

Come si legge sui notiziari online, dopo l'apertura del locale la famiglia Gucci di Prato si è vista recapitare una lettera da parte degli avvocati della maison, che diffidavano dall'uso del loro nome per il locale, minacciando un'azione legale.

 

Segue scambio di lettere tra i legali, durato mesi, il cui epilogo è stata le decisione di Martina Gucci, titolare del ristorante, di rinominare il ristorante Gi Doc Bistrot. «Non abbiamo soldi, tempo ed energie da spendere in questa battaglia - ha dichiarato -. Poiché loro hanno un pool preparatissimo di avvocati non ce la siamo sentita di andare avanti».

 

Grazie ai social network Martina ha potuto spiegare ai suoi follower-clienti l'accaduto. «Ci scusiamo con la gentile clientela per la modifica del nome del nostro locale - si legge sul suo profilo Facebook -. Purtroppo, in questi mesi, oltre all'attenzione dei clienti e appassionati di vino e buon cibo toscano, abbiamo attirato anche le 'attenzioni' sbagliate di chi porta il nostro stesso cognome, ma che è, ahinoi, più potente e ricco».

 

Contattata da larepubblica.it la maison ha risposto: «Abbiamo versato anche un contributo per rimuovere l'insegna. E c'era un accordo di riservatezza».

 

A questo proposito Martina Gucci ribatte: «È vero, ma i clienti avevano diritto di sapere il perché».

 

Ma forse non tutti i mali vengono per nuocere, perché ora la fama del GI Doc Bistrot si è estesa ben oltre i confini del pratese.

 

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