Crisi

Gruppo Sixty: il ministero convoca la nuova proprietà

Dopo il via libera al concordato, che ha ridato speranza ai 200 lavoratori di Sixty finiti in cassa integrazione, anche se al momento i reintegrati sono solo 52, si attende ora il vertice al ministero dello Sviluppo economico fissato per il 5 maggio prossimo. Summit nel quale la nuova proprietà, la Crescent Hyde Park, dovrà giocare a carte scoperte e illustrare il piano industriale per il rilancio di Sixty.


«La partita è aperta, ci sono ancora molti problemi da risolvere - ha spiegato al quotidiano Il Centro Giuseppe Rucci, segretario generale della Filctem-Cgil - rimane in piedi, per esempio, la mancata erogazione del Tfr per i lavoratori andati via dall’azienda. Tra le priorità c'è quella di capire qual è il futuro della Newco, (azienda che ha soppiantato Sixty) e che per ora ha assorbito solo 52 lavoratori». Numero questo che secondo i piani della proprietà, dovrebbe essere triplicato nel giro di 5 anni.


«Negli accordi sottoscritti al ministero qualche mese fa - aggiunge Rucci - c’era anche la creazione di una società satellite per supportare i servizi alla Newco con l’obiettivo di ampliare il suo perimetro a marchi diversi da Sixty. Società che dovrebbe assorbire da 35 a 70 unità, ma che non decolla».



Diventa decisivo l’incontro fissato al ministero per lo Sviluppo economico al quale saranno presenti oltre ai delegati sindacali e la proprietà anche Provincia, Regione e Confindustria. Nel corso del vertice verranno chiariti i termini del piano industriale. Piano che per la società asiatica a marchio cinese punterebbe al rilancio.



Nessun contatto, invece, coi proprietari cinesi. «Mai visti» ammette Rucci: «Agli incontri delegano Domenico Gentile dell’ufficio del personale».

 

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