Crisi

Il cda di Borsalino chiede il concordato preventivo

Travolta dalle vicende del finanziere d'assalto Marco Marenco, al centro di una bancarotta da tre miliardi di euro, Borsalino corre ai ripari. Il cda, guidato dall'a.d. Marco Moccia, avrebbe chiesto al tribunale di Alessandria il concordato preventivo.

 

L'obiettivo è la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti, come riferisce La Stampa, ma si potrebbe configurare anche uno «scenario alternativo di natura liquidatoria».

 

Come riporta il quotidiano, fra le quote di 11 società riconducibili a Marenco, latitante dallo scorso anno, c'è anche il 50,45% della Borsalino di proprietà della Fisi, controllata a sua volta dalla Fisi Gmbh con sede in Germania. Inoltre il 17,47% del cappellificio è della Finind, altra società legata a Marenco, a suo volta commissionata da tempo per bancarotta.

 

Peccato per un'azienda storica, con quasi 160 anni di vita, 130 dipendenti e con un brand ancora oggi richiestissimo dai mercati internazionali.

 

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