Crisi

Ittierre chiede il concordato preventivo e i dipendenti vanno al lavoro a piedi

In attesa di fare chiarezza sull'effettiva possibilità dell'ingresso di nuovi soci e nuovi capitali in grado di dare ossigeno all'azienda, Antonio Bianchi ha chiesto il concordato preventivo per Ittierre.

 

Il tribunale di Isernia ha dato due mesi di tempo all'imprenditore per presentare il piano di rilancio aziendale, premessa necessaria per l’accoglimento della procedura concorsuale. Il debito è di 88,7 milioni di euro.



Nel frattempo il giudice ha nominato un commissario che avrà il compito di vigilare sulla situazione aziendale fino al prossimo 26 novembre, giorno in cui si deciderà sulla richiesta di concordato preventivo.


Per quella data - come confermato anche dall'avvocato di Ittierre alla stampa locale - dovrà anche essere presentato il piano industriale che sia convincente e che faccia chiarezza sulla ristrutturazione del debito e sulla reale possibilità da parte di Bianchi di poter contare sull'apporto di nuovi capitali da parte di un nuovo socio.



Se il business plan sarà giudicato convincente, allora si prospetterebbe anche la possibilità di una proroga per l'azienda per perfezionarlo.



Per Ittierre, dunque, ora comincia la corsa contro il tempo. Nel frattempo  tra i dipendenti si registra un clima di grande preoccupazione. Prosegue la cassa integrazione a singhiozzo e ancora non sono stati corrisposti gli stipendi di agosto. Stamattina i dipendenti dell'azienda di Pettoranello del Molise si sono recati a lavoro a piedi, percorrendo una distanza di circa cinque chilometri.



"La decisione è maturata - fanno sapere - per motivi economici", visto che i dipendenti non riescono più a raccogliere il denaro per la benzina necessaria a raggiungere il luogo di lavoro.

 

 

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