Crisi

Ittierre: si fa avanti il patron delle acque minerali, ma in regia c'è Arcaro

Spunta una nuova offerta per il salvataggio di Ittierre. Venerdì scorso Camillo Colella, patron dell’acqua minerale Santa Croce e Castellina, ha depositato al Tribunale di Isernia una proposta vincolante per l'affitto di ramo d'azienda della Ittierre e la relativa opzione di acquisto. Costo dell'operazione: 3,2 milioni di euro e 10 milioni da investire nei prossimi anni. Accanto a lui Antonio Arcaro, storico manager Ittierre nell'era d'oro di Tonino Perna.



L'offerta da parte dell'impreditore molisano si inserisce come alternativa a quella avanzata nelle scorse settimane dal fondo milanse Ikf. «Il gruppo Colella - si legge in una nota ufficiale della proprietà - nell'ambito di una strategia di diversificazione delle attività, ha deciso di investire nella costituzione di un polo della moda, alla luce delle opportunità che il comparto riserva in questo periodo storico e considerata anche l’ubicazione strategica della sede operativa del gruppo in Molise, territorio ricco di know-how specifico nel settore tessile».




La strategia posta in atto da Colella prevede la creazione di una newco, all’interno del gruppo, appositamente dedicata all settore moda, che ha come obiettivi, a breve termine, l’acquisizione di un marchio di abbigliamento e la sottoscrizione di una serie di accordi di licenze. Sulla stampa locale già si parla del tentativo di riconquistare la proprietà del marchio Gianfranco Ferré o di un possbile accordo con Rifle, marchio di abbigliamento al cui rilancio da qualche stagione sta lavorando con successo lo stesso Arcaro.


 

Se Collela avesse la meglio sull'offerta di Ikf, la nuova Ittierre nascerebbe nei locali della ex Gtr (azienda tessile di Remo Perna, fratello di Tonino, fallita nel 2002 e acquistata da Colella nel 2003) che si trova a Monteroduni (Isernia).

 

 

Il piano messo a punto dal gruppo molisano intende dare vita a due poli della moda: uno di tipo industriale, aggregando le micro e piccole imprese tessili all’interno dei propri spazi, e uno commerciale, con un centro commerciale nel quale la categoria abbigliamento, attraverso l’outlet aziendale, farà da volano ad altre iniziative di privati. 

 

Al progetto di rilancio lavorano Arcaro, già impegnato in Ittierre per 16 anni fino al 2002, e l’ex amministratore delegato Petrollini, che aveva lasciato la società alla fine di febbraio.



L’iniziativa di Colella diventa la prima offerta alternativa a quella formulata dal Fondo di investimento Ikf, che la settimana scorsa aveva presentato al giudice fallimentare il suo interesse all'affitto di ramo d'azienda, a cui si sarebbe dovuto affiancare il sostegno (soprattutto finanziario) della Regione, di  altri operatori economici e degli stessi lavoratori.



La proposta di Colella per il momento resta vaga sul fronte dei livelli di occupazione, ma secondo la stampa locale, stando all'ampiezza del piano industriale concepito, dovrebbe essere garantito posto di lavoro a circa 300 dipendenti. Più o meno la metà degli attuali, ma molti di più di quelli previsti dal piano dell’Ikf. In realtà, come sottolinea lo stesso Arcaro, «tutto dipenderà dalle licenze che verranno siglate». Per il momento si lavora su un'ipotesi brand di fascia alta.

 

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