Crisi

«La Brioni non deve morire!». In 700 protestano davanti al Mise. Nuovo incontro il 22 marzo

Dopo il primo incontro di ieri, 16 marzo, presso la sede del Ministero dello sviluppo economico, atteso un secondo confronto il 22 marzo per decidere la sorte dei 400 esuberi negli stabilimenti abruzzesi di Brioni. In tanti hanno protestato davanti al Mise con cori, fischietti e striscioni.

 

«Non vogliamo discutere di esuberi ma di piano industriale», è il commento di Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo. Piano che l'azienda presenterà alla prossima seduta.

 

All'incontro di ieri, come si legge sui notiziari online odierni, erano presenti il funzionario del Ministero, Giuseppe Castano, i dirigenti Brioni, i segretari nazionali dei sindacati Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uill, le segreterie confederali e di categoria Cgil Cisl e Uil e le Rsu dei lavoratori Roman Style e Brioni.

 

Oltre 700 le persone che hanno manifestato sotto la sede del Ministero contro i 400 tagli prospettati dalla holding Kering, che andrebbero a colpire i lavoratori degli stabilimenti abruzzesi dell'azienda, tra Penne, Montenero e Civitella Casanova.

 

La speranza è che il ministro Guidi tenga fede alle promesse fatte a Luciano D'Alfonso, presidente della giunta regionale abruzzese, agli inizi di questo mese:« Mi ha garantito che farà del suo meglio per tutelare i livelli occupazionali e consentire all'azienda di proseguire l'attività sul territorio».

 

stats