Crisi

Sergio Tacchini: l'Italia è salva. Ma i posti di lavoro no

Non lascerà l'Italia ma sarà oggetto di una drastica strategia di ridimensionamento che farà leva sulle licenze: il brand Sergio Tacchini si prepara ad annunciare il nuovo corso. Che purtroppo contemplerà il sacrificio di posti di lavoro.

 

Per il momento mancano dichiarazioni ufficiali ma le notizie in circolazione parlano della messa in mobilità di 42 impiegati su un totale di 55 addetti attivi nello stabilimento di Bellinzago Novarese e dell'imminente chiusura del negozio di Castelletto Ticino (Novara). Nel frattempo a febbraio scadrà la cassa integrazione per gli addetti allo spaccio aziendale di Caltignaga, chiuso nel febbraio di quest'anno.

 

 Un brutto colpo per la realtà storica legata all'universo del tennis, passata nel 2007 sotto il controllo dei cinesi della H4T, controllata da Billy Ngok. Fonti interne all'azienda sottolineano che il futuro di Sergio Tacchini e dei suoi dipendenti in Italia è al momento in fase di discussione ma che le decisioni che verranno prese non mirano alla cancellazione dell'etichetta nel Paese di origine.

 

Al contrario l'obiettivo è salvaguardarla, avvalendosi del recente accordo con Img, azienda worldwide per lo sport, la moda e i media, a cui è stata affidata la gestione licensing del brand. La strada dunque è quella delle licenze: una scelta che non farà felici le maestranze ma che oggi sembra l'unica possibile.

 

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