Criticità

Borsalino di nuovo a rischio di fallimento

Ancora problemi per Borsalino, iconico marchio di cappelli di Spinetta Marengo. Il Tribunale di Alessandria ha revocato il concordato preventivo in bianco concesso a marzo. I dipendenti pensano al ricorso in Cassazione.

 

Come riporta La Stampa, tra le ragioni della revoca ci sarebbero una serie di inadempienze rilevate dai commissari giudiziali e dalla società di revisione Pwc. Fra l’altro, sarebbe emersa una sottovalutazione del magazzino e sospetti giri di capitale fino al 2012-2013 con società di Marco Marenco, imprenditore astigiano che allora controllava la Borsalino, finito in bancarotta.

 

I guai dell'azienda, fondata nel 1857, sono iniziati proprio con il crac di Marenco. Nel 2015 è invece arrivato l'ok dei giudici al concordato. L’imprenditore italo-svizzero Philippe Camperio ha in seguito ottenuto l'affitto dell’azienda, mettendo a disposizione del fallimento 15 milioni e finanziando nuovi macchinari e sei assunzioni. In più ha saldato un debito di 8 milioni con l’erario.

 

La nuova decisione del giudice mette di nuovo a rischio i cappelli resi celebri da Alain Delon, Jean-Paul Belmondo e Humphrey Bogart.

 

All'incontro di ieri, 12 dicembre, nella sala consiliare del Comune di Alessandria, tra i 130 dipendenti del cappellificio, i sindacati, il primo cittadino Rita Rossa e i parlamentari della provincia è stato ipotizzato il ricorso in Cassazione presentato dai dipendenti in qualità di creditori, nonché la riproposizione del concordato, come contemplato dal provvedimento del magistrato. Camperio vorrebbe insistere nel tentativo di salvataggio.

 

La Borsalino ha chiuso il 2015 con ricavi in aumento da 13,5% a 15 milioni di euro e il ritorno all’utile. Per la fine del 2016 è previsto un +20% (nella foto, la fase del bagnaggio: la produzione artigianale di un cappello Borsalino avviene in circa sette settimane).

 

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