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Mattarella al Salone del Mobile: «Emblema del nostro Rinascimento permanente»

Per la prima volta un presidente della Repubblica ha inaugurato il Salone del Mobile: è successo stamattina, 4 aprile, quando Sergio Mattarella ha varcato le porte dei padiglioni di Fieramilano Rho per la cerimonia che ha dato ufficialmente il via alla rassegna da 2mila espositori. Al centro del suo intervento un'analisi della cultura d'impresa italiana, che nella filiera legno-arredo trova un esempio di eccellenza.

 

Mattarella ha sottolineato il significato particolare della sua partecipazione, «che conferma di un sentimento di consapevolezza e fiducia nelle risorse che l'Italia sa proporre».

 

Di fronte a una platea di imprenditori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni tra cui il sindaco Beppe Sala, il presidente ha ricordato «la formula vincente del made in Italy, e del made by Italy, che sa mettere insieme l'esportazione di nostri prodotti e l'affermazione nel mondo di tecnologie, materie prime, approccio ai mercati e stili di vita italiani».

 

Per lui il Salone è «la manifestazione non solo di un'attività espositiva, ma anche di una cultura d'impresa», specchio di un settore in crescita.

 

Un incremento «dovuto per quasi il 40% alle esportazioni, con picchi che hanno raggiunto il 60% e con il nostro Paese che, da solo, contribuisce con il 30% al volume dell'export di mobili in area euro».

 

«La posizione di leadership assunta dalla filiera italiana - ha continuato - merita di essere ulteriormente promossa e sostenuta: Lombardia, Veneto, Friuli, Marche, Emilia-Romagna, Puglia, disegnano una geografia di distretti produttivi specializzati, che vanno sorretti nei loro sforzi di innovazione e razionalizzazione».

 

Mattarella ha insistito sulla leva dell'internazionalizzazione, «che in questi anni ha consentito di compensare la debolezza della domanda interna, provocata anche dal rallentamento nel comparto delle costruzioni» e che si è basata sulla scelta dell'alto di gamma per rispondere alla competizione legata esclusivamente al prezzo.

 

«Il “saper fare nel campo dell'abitare" e del vivere - ha precisato - è una dote davvero tutta italiana, che trae ispirazione dal contesto del paesaggio e dei centri storici dei nostri borghi, per proporre l'immagine di un Rinascimento permanente».

 

Mentre il contesto internazionale fa affiorare elementi di instabilità, «la consapevolezza del nostro valore e delle energie che sappiamo mettere a sistema, espressa con misura e pacatezza - ha concluso - può fare sì che la ripresa economica e quella civile possano saldamente coincidere, in una stagione che rinnovi una fiducia sempre maggiore».

 

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